"Basta prese in giro!", "Vogliamo le cucine!". In tarda mattinata gli studenti dell'I.P.S.A.R. di Alghero si sono radunati in piazza d'Italia di fronte alle sede della provincia di Sassari. Mostrando striscioni e urlando slogan reclamano la sistemazione della sede scolastica. I lavori per il completamento delle nuove cucine si trascinano ormai da due anni. Gli impianti necessari per lo svolgimenti dei laboratori scolastici non sono a norma: mancano le controsoffittature, le ventole, le cappe di aspirazione e i lavandini a pedali, tanto che non ha dato il consenso per la preparazione di alcuni piatti.
I 650 studenti pagano regolarmente la tassa per i laboratori di cucina. Eppure devono svolgere queste attività in sedi distaccate messe a disposizione dal comune di Alghero, in accordo con la provincia. Un paradosso per una scuola considerata la migliore del suo campo nel nord Sardegna, in grado di attirare studenti da tutta l'isola. Hanno scelto l'istituto catalano ragazzi di Ozieri, Porto Torres, Nuoro, Olbia e Cagliari, affrontando spese non indifferenti con l'aspettativa di poter usufruire pienamente dei servizi offerti dalla scuola.
Solidali con gli studenti anche i dirigenti dell'istituto, consapevoli delle carenze della struttura. Il vicepreside, professor Emilio Albero, dichiara: "Formalmente non possiamo patrocinare la manifestazione contro la provincia, perché questa si è unita all'istituto, con l'ausilio del comune, per trovare sedi alternative per lo svolgimento delle attività pratiche. Il tutto non sostituisce di sicuro i laboratori, ma garantisce il diritto allo studio dei nostri allievi".
La fine dei lavori era già stata assicurata per l'inizio dell'anno scolastico, e poi rinviata di mese in mese. Stamane gli studenti sono stati ricevuti dalla presidente della provincia Alessandra Giudici, la quale ha promesso che i lavori saranno ultimati entro la fine del mese.