Cresce il numero delle vittime dell’ondata di violenza xenofoba scoppiata i giorni scorsi

Sudafrica, ritorna
l'odio di razza

Neri contro neri, poveri contro poveri:
il bilancio è di 22 morti e cinquanta feriti

19-05-2008 | Esteri | Alessandro Tedde

Scontri in Sudafrica 1 (Repubblica)

È caccia all’uomo nelle strade di Johannesburg: ronde di sudafricani armati di pistola e machete attaccano gli immigrati, li massacrano di botte e gli danno fuoco. Le vittime scappano e si rifugiano nelle chiese, la polizia spara proiettili di gomma ad altezza d’uomo ma non riesce a contenere i disordini. È il ritorno dell’odio di razza in Sudafrica 14 anni dopo la fine dell’apartheid. Ma questa volta la violenza non è quella dei bianchi contro i neri, ma dei neri contro i neri, dei poveri contro i più poveri. Il bilancio è di 22 morti e una cinquantina di feriti.


Gli scontri sono cominciati da 10 giorni nelle township, i sobborghi degradati in cui il regime dei bianchi in passato aveva segregato la popolazione di colore. Qui gruppi di sudafricani poveri e disoccupati hanno attaccato gli immigrati stranieri provenienti dallo Zimbabwe, dal Mozambico e altri paesi confinanti, accusandoli di accaparrarsi il lavoro e di aumentare la criminalità.

 

Per fermare le violenze è intervenuto anche l’ex presidente Nelson Mandela, leader storico della lotta contro l’apartheid e premio nobel per la pace: «Ricordate da quali orrori veniamo – ha affermato-, non dimenticate mai la grandezza di un Paese che ha sconfitto le sue divisioni. Non ripiombiamo in una lotta distruttiva». Ma i suoi appelli sono caduti nel vuoto e la capitale è rimasta preda delle violenze. Ieri il presidente Thabo Mbeki ha annunciato l’istituzione di una commissione di inchiesta per indagare sulle violenze.

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