Gli esami effettuati sul bossolo di fucile trovato davanti a casa di Luisa Manfredi, uccisa nel novembre 2003, non hanno rilevato alcuna traccia di DNA.
Resta quindi, senza nome, dopo oltre sei anni di indagini, l'assassino della figlia di Matteo Boe, colpita da una fucilata sul balcone della sua casa di Lula. A qualche mese dal delitto viene iscritto
nel registro degli indagati Gianpietro Cicconi, al tempo dell'omicidio
assessore comunale, del quale viene analizzato il fucile, che risulta dalla
perizia estraneo al delitto. Viene preso in considerazione anche un bossolo, trovato vicino
a casa Manfredi, che non porta a nessuno sviluppo delle indagini.
Nel giugno 2008 il caso Cicconi
viene archiviato, ma questa decisione viene annullata dalla corte di Cassazione nel 2009,
che predispone altri accertamenti.
I risultati di un'ulteriore
analisi del bossolo, arrivate in questi giorni, non hanno però rilevato alcuna
impronta dell'assassino, né alcuna traccia del DNA.