Resta senza volto
l'assassino di Luisa Manfredi

Inutili gli esami sul bossolo trovato sul luogo del delitto
Dopo sei anni di indagini il caso resta irrisolto

03-02-2010 | Cronaca | Antonella Sanna

luisa manfredi

Gli esami effettuati sul bossolo di fucile trovato davanti a casa di Luisa Manfredi, uccisa nel novembre 2003, non hanno rilevato alcuna traccia di DNA. 

Resta quindi, senza nome, dopo oltre sei anni di indagini, l'assassino della figlia di Matteo Boe, colpita da una fucilata sul balcone della sua casa di Lula. A qualche mese dal delitto viene iscritto nel registro degli indagati Gianpietro Cicconi, al tempo dell'omicidio assessore comunale, del quale viene analizzato il fucile, che risulta dalla perizia estraneo al delitto. Viene preso in considerazione anche un bossolo, trovato vicino a casa Manfredi, che non porta a nessuno sviluppo delle indagini.
Nel giugno 2008 il caso Cicconi viene archiviato, ma questa decisione viene annullata dalla corte di Cassazione nel 2009, che predispone altri accertamenti.
I risultati di un'ulteriore analisi del bossolo, arrivate in questi giorni, non hanno però rilevato alcuna impronta dell'assassino, né alcuna traccia del DNA.

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