Siti nucleari, scontro Governo-Regioni
Impugnate le leggi di Puglia, Campania e Basilicata
Il ministro Scajola: il 10 febbraio il decreto guida coi criteri
Protesta il centrosinistra, Bonino: "Atto intimidatorio"
05-02-2010 | Politica | Federica Scintu

Confronto serrato tra governo e Regioni sull'individuazione dei siti candidati a ospitare centrali nucleari. A scatenare la reazione dell'esecutivo, le leggi regionali di cui Campania, Basilicata e Puglia si sono dotate per opporsi alla realizzazione delle centrali nei loro territori. Secondo il governo, i provvedimenti intervengono in una materia che non è esclusiva competenza delle Regioni e per questo motivo potranno essere impugnate di fronte alla Corte costituzionale. A promuovere l'iniziativa sono stati i ministri dello Sviluppo economico e degli Affari regionali Claudio Scajola e Raffaele Fitto. Intanto Scajola ha garantito che il 10 febbraio sarà approvato in via definitiva il decreto legislativo che definirà i criteri per la scelta dei siti delle nuove centrali. Vivaci le proteste del centro-sinistra: la radicale Emma Bonino, candidata alla presidenza della Regione Lazio, parla di "un atto intimidatorio alla faccia del federalismo" mentre Antonio Di Pietro (Idv) annuncia il via alla raccolta firme per un nuovo referendum. I governatori di Veneto, Friuli e Sicilia, inizialmente contrari al nucleare, si dicono ora favorevoli, dimostrandosi in controtendenza rispetto alla maggior parte delle Regioni italiane. Al momento nella lista delle aree papabili ci sarebbero le tre centrali bloccate dal referendum del 1987 (Caroso, Trino Vercellese e Montalto di Castro) più Scanzano Jonico in provincia di Agrigento. Anche Oristano, capoluogo di provincia sardo, potrebbe far parte di questo elenco.
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