L'Isola si è fermata per un giorno

Sciopero generale in Sardegna
"Dall'emergenza nasca la ripresa"

Cinquantamila persone hanno manifestato a Cagliari
Nel corteo anche i lavoratori di Alcoa e Vinyls

05-02-2010 | Cronaca | Lara Gargano

sciopero generale

"Lavoro, sviluppo, autogoverno, dalla crisi alle opportunità". Queste eloquenti parole campeggiavano sullo striscione che oggi ha accompagnato il corteo dei lavoratori scesi in piazza a Cagliari nel giorno dello sciopero generale indetto dalle segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil contro la crisi economica ed occupazionale. I sindacati hanno ritrovato l'unità a otto anni dall'ultima mobilitazione generale.

Circa cinquantamila persone hanno partecipato al corteo partito da piazza Giovanni XXIII intorno alle 10. Un centinaio di pullman ha trasportato dall'hinterland operai, studenti, pensionati, precari della scuola. In testa i lavoratori dell'Eurallumina, seguiti da quelli dell'Alcoa e della Rockwool. Tra i partecipanti, gli operai della Vinyls di Porto Torres e della Legler di Ottana, a Cagliari per richiamare l'attenzione ancora una volta sulle vertenze industriali irrisolte.  Hanno marciato con loro i 23 sindaci del Sulcis Iglesiente - tra i quali il presidente regionale dell'Anci, Salvatore Cherchi - rappresentanti di comuni e province di tutta l'isola, consiglieri regionali di maggioranza e opposizione. Per solidarietà nei confronti dei lavoratori ha aderito anche e l'Ugl Sardegna.

La manifestazione si è conclusa attorno all'una in piazza Yenne,  teatro di diversi comizi. Sul palco, tra gli altri, i rappresentanti delle segretarie nazionali e i segretari regionali Enzo Costa (Cgil), Mario Medde (Cisl) e Francesca Ticca (Uil), che hanno ribadito le ragioni di uno sciopero "di protesta denuncia e proposta", come già avevano fatto nella conferenza stampa di mercoledì.  Una protesta, hanno detto, contro le promesse disattese della Giunta regionale e del Governo e il rischio del collasso per il sistema industriale isolano con le conseguenti ricadute occupazionali. I rappresentanti sindacali hanno inoltre proposto un piano straordinario per alleviare la tensione sociale, un programma di sviluppo dei poli industriali e l'autogoverno attraverso la riforma dello statuto regionale.

"Quella di oggi è stata una manifestazione eccezionale con una partecipazione spontanea inattesa, ma proprio questo è il triste segnale di un disagio sociale generalizzato sul territorio isolano - dice Antonio Rudas (Cgil) - è un grido contro la disperazione del nulla", di fronte al collasso dell'apparato industriale nel nord Sardegna, in particolare nel settore della chimica. Arnaldo Melissa (Uil) richiama la responsabilità del Governo "di rilanciare il settore così come ha fatto per il comparto auto". Gli fa eco Gavino Carta (Cisl) che rimprovera all'esecutivo "la mancanza di un ruolo incisivo nelle trattative in corso  per la cessione della Vinyls". Ricordando che "dalla salvezza del petrolchimico turritano dipende la salvezza della filiera della chimica in tutto il Paese".

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