"Lavoro, sviluppo, autogoverno, dalla crisi alle opportunità". Queste eloquenti parole campeggiavano sullo striscione che oggi ha accompagnato il
corteo dei lavoratori scesi in piazza a Cagliari nel giorno dello sciopero
generale indetto dalle segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil contro
la crisi economica ed occupazionale. I sindacati hanno ritrovato
l'unità a otto anni dall'ultima mobilitazione generale.
Circa cinquantamila persone hanno partecipato al corteo partito da piazza Giovanni XXIII intorno alle 10. Un centinaio di pullman ha trasportato dall'hinterland
operai, studenti, pensionati, precari della scuola. In testa i lavoratori
dell'Eurallumina, seguiti da quelli dell'Alcoa e della Rockwool. Tra i partecipanti,
gli operai della Vinyls di Porto Torres e della Legler di Ottana, a Cagliari per richiamare l'attenzione ancora una volta sulle vertenze industriali irrisolte. Hanno marciato con loro i 23 sindaci del
Sulcis Iglesiente - tra i quali il presidente regionale dell'Anci, Salvatore
Cherchi - rappresentanti di comuni e province di tutta l'isola, consiglieri regionali di
maggioranza e opposizione. Per solidarietà nei confronti dei
lavoratori ha aderito anche e l'Ugl Sardegna.
La manifestazione si è conclusa attorno all'una in piazza
Yenne, teatro di diversi comizi. Sul palco, tra gli altri, i
rappresentanti delle segretarie nazionali e i segretari regionali
Enzo Costa (Cgil), Mario Medde (Cisl) e Francesca Ticca (Uil), che hanno
ribadito le
ragioni di uno sciopero "di protesta denuncia e proposta", come già avevano fatto nella conferenza stampa di mercoledì. Una protesta, hanno detto, contro le
promesse disattese della Giunta regionale e del Governo e il rischio del collasso per il
sistema industriale isolano con le conseguenti ricadute occupazionali. I rappresentanti sindacali hanno inoltre proposto un piano straordinario per alleviare la tensione
sociale, un programma di sviluppo dei poli industriali e l'autogoverno
attraverso la riforma dello statuto regionale.
"Quella di oggi è stata una manifestazione
eccezionale con una partecipazione spontanea inattesa, ma proprio questo è
il triste segnale di un disagio sociale generalizzato sul territorio isolano - dice Antonio
Rudas (Cgil) - è un grido contro la disperazione del nulla", di fronte al collasso
dell'apparato industriale nel nord Sardegna, in particolare nel settore della
chimica. Arnaldo Melissa (Uil) richiama la responsabilità del Governo
"di rilanciare il settore così come ha fatto per il comparto auto". Gli fa eco Gavino
Carta (Cisl) che rimprovera all'esecutivo "la mancanza di un ruolo incisivo nelle
trattative in corso per la cessione della Vinyls". Ricordando che "dalla salvezza del petrolchimico
turritano dipende la salvezza della filiera della chimica in tutto il Paese".