"O arrivano risultati immediati e concreti oppure sarà sciopero generale anche a Sassari". Così il segretario generale territoriale della Cgil Antonio Rudas, commenta la manifestazione del cinque febbraio scorso, che ha portato a Cagliari circa 50.000 persone.
Secondo Rudas, il governo nazionale e quello regionale starebbero recitando due parti in commedia: "Da un lato si dichiarano a fianco del sindacato, dall'altro non fanno nulla di effettivamente valido per risolvere alla radice i problemi". La stoccata è diretta in particolar modo contro il presidente della Regione Cappellacci che, per l'esponente sindacale dovrebbe far sentire la sua voce con più determinazione e convinzione.
"Se si risolverà la crisi nel Sulcis, come noi con grande trepidazione attendiamo - aggiunge Rudas - senza che contestualmente venga fatta la stessa cosa con Porto Torres, allora ne scaturirà una lotta durissima che per intensità e determinazione farà ben presto dimenticare quella degli ultimi mesi".
In pieno accordo con il segretario generale della Cgil Pierfranco Delogu, segretario provinciale Filcem, la categoria chimici del sindacato: "Se venissero disattese le aspettative - dice - la possibilità di uno sciopero generale è utile e necessaria".
Più cauti, invece, i rappresentanti territoriali degli altri sindacati confederali. Secondo Arnaldo Melissa (Uil), bisogna aspettare che si aprano i tavoli di trattativa, dato che il cinque febbraio scorso "è stata sparata la più grande cartuccia a disposizione dei sindacati e dei lavoratori". Per Gavino Carta (Cisl), sarebbe "prematuro parlare di un nuovo sciopero generale senza attendere i risultati prodotti da una manifestazione di tale portata".