La crisi non ferma le donne imprenditrici

Rapporto del Sole 24 Ore sul mondo dell'imprenditoria femminile
In Sardegna 26.807 imprese gestite da donne

09-02-2010 | Società | Giuseppe Nicoletti

donne imprenditrici

La crisi economica non ha piegato la voglia delle donne di fare impresa. È quanto emerge dal Rapporto del  Sole 24 Ore, pubblicato ieri, che analizza l'universo delle aziende italiane a titolarità femminile. Il rapporto tra donne ed impresa è quanto mai forte, come dimostra  il primato italiano in Europa in fatto di imprenditrici e lavoratrici autonome, ma è un legame che va rafforzato e favorito da iniziative concrete. Sta riscuotendo molto successo, a questo proposito, il cd-rom "La città dell'imprenditoria al femminile", realizzato dall'associazione Futuro@alfemminile, che fornisce un utile percorso digitale in grado di aiutare le imprenditrici, nella difficile fase di start-up dell'impresa. Il Secondo Rapporto nazionale sull'imprenditoria femminile pone l'accento sulla tenacia delle donne, che nei momenti di difficoltà licenziano meno degli uomini e nel bel mezzo della crisi, ovvero tra Marzo e Settembre 2009, sono state capaci di avviare 3243 nuove imprese.

In Sardegna le iniziative di imprenditoria femminile sono 26.807, collocando la regione al tredicesimo posto in Italia. Cinzia Callegari, presidente della sezione turismo della Associazione degli industriali di Sassari, sarda d'adozione ed imprenditrice nel settore alberghiero, giudica il dato "importante, soprattutto se si considera la nostra popolazione totale". Rifiutando gli stereotipi di genere afferma che " l'impresa gestita da una donna ha esattamente gli stessi bisogni di tutte le altre. Né più né meno. A cambiare è il ruolo sociale della donna, ancora oggi figura centrale ed insostituibile all'interno della famiglia. Occorrerebbe sicuramente una riorganizzazione assistenziale per aiutare le mamme impegnate, un modo per non penalizzarle troppo". Il ritratto delle imprenditrici sarde è quello di donne "in gamba, con una marcia in più, abituate ad una gestione dell' impresa oculata e lungimirante. Un po' per vocazione naturale ed un po' per motivi storici".  Senza dimenticare "la logica da madre di famiglia", un modo di approcciarsi al mercato che può rivelarsi, delle volte decisivo.

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