Roghi di rifiuti nella notte. Proteste anche in altri comuni

Napoli: il centro storico ripulito per il Consiglio dei ministri

Ritrovati rifiuti tossici sulle sponde del Sele

20-05-2008 | Cronaca | Maria Elena Tanca

Napoli - Piazza del Plebiscito

NAPOLI – Napoli si prepara ad accogliere il premier. Alla vigilia del primo Consiglio dei ministri, che il Cavaliere ha deciso di convocare nel capoluogo campano, il centro storico è stato ripulito. I mezzi dell’Asia, l’azienda che gestisce il servizio rifiuti in città, hanno lavorato anche questa mattina. Sulle strade rimangono ancora 2900 tonnellate, meno delle 3500 presenti ieri e ancor meno delle 4200 di domenica e delle 5000 di sabato scorso. La situazione in città però rimane tesa, con nuovi incendi di cumuli di immondizia e nove manifestazioni convocate in città per domani.

 

Le proteste continuano anche in altri comuni della regione. A Eboli, nella piana del Sele, questa mattina i cittadini, insieme al sindaco Martino Melchionda e al parroco della chiesa di San Vito don Daniele Peron, si sono recati davanti alla discarica dissequestrata sabato scorso dalla magistratura. Secondo quanto stabilito dal commissario Gianni De Gennaro la discarica dovrebbe accogliere 25 mila tonnellate di balle prodotte dagli impianti regionali di combustibile da rifiuti. I manifestanti sono stati fermati a circa un chilometro dall'ingresso, presidiato dalle forze dell'ordine.

 

Sulle sponde del fiume Sele, nel territorio del Comune di Carpaccio, sono stati abbandonati cumuli di scarti di pellame, considerati rifiuti tossici. La polizia municipale di Carpaccio li ha trovati dopo la segnalazione di un residente. Gli scarti sono stati scaricati in località Trentalone. L'area è stata sequestrata e sull'accaduto è stato inviato un rapporto alla Procura di Salerno. Grazie ai resti di documenti cartacei ritrovati tra gli scarti di pellame, gli inquirenti potrebbero presto risalire alle concerie responsabili. Il polo conciario più vicino al Comune di Carpaccio è quello di Solofra.

 

Liberation dedica le prime quattro pagine a Napoli. “Voir Naples et pourrir”, titola il quotidiano: un gioco di parole che riecheggia il detto “Vedi Napoli e poi muori” ma che significa “Vedi Napoli e marcisci”. Sotto il titolo la foto di una strada invasa dalle immondizie. Nell'editoriale a pagina 2, a proposito della raccolta dei rifiuti, si legge: "Questo servizio minimo che lo stato e le collettività locali assicurano da Singapore a New York, lo stato italiano e la Campania non possono assicurarlo a Napoli. Con tutti gli indicatori economici italiani in rosso, disoccupazione, deficit, crescita, diseguaglianze – continua il quotidiano della gauche - si può dubitare che Berlusconi, la cui fortuna ha un odore sospetto, sia il più adatto per risanare il suo paese. Lui che si presenta come un imprenditore di successo che si è fatto contro lo stato che oggi afferma di incarnare".

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