Italia e Francia a favore di sanzioni all'Iran

Manca ancora il sostegno cinese.
Un italiano vince il premio World Press Photo per aver documentato le proteste a Teheran

12-02-2010 | Esteri | Andrea Bazzoni

Ministero degli Esteri

E' il momento di sanzioni "effettive, serie e condivise da tutta la comunità internazionale"; l'adozione di misure contro il regime di Teheran servirà anche a evitare che a qualcuno "venga la tentazione di un attacco militare".  Sono le dichiarazioni del ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, all'indomani degli scontri che si sono verificati in Iran durante i festeggiamenti per la ricorrenza della rivoluzioni iraniana. Secondo le previsioni del ministro Frattini, Cina permettendo, la quarta tornata di sanzioni Onu contro l'Iran potrebbero partire alla fine di febbraio o all'inizio di marzo. "E' il momento di pensare a sanzioni personali per quegli esponenti delle Guardie della Rivoluzione o dello stesso regime che si sono macchiati di crimini gravissimi". Il numero della Farnesina ha fatto presente che le misure non devono colpire il popolo iraniano, ma interessare, per esempio, i movimenti finanziari e le società legate proprio ai Guardiani della Rivoluzione che fanno triangolazioni finanziarie in molti paesi del mondo. "Colpiamo - ha esortato il ministro - le transazioni bancarie". Già dalle prossime settimane dovrebbe essere proposto un testo di risoluzione al Consiglio di Sicurezza e poi il dibattito dovrebbe continuare in tempi - si e' augurato Frattini - non eccessivamente lunghi". L'attenzione adesso si sposta sulla Cina, che tra i membri del Consiglio di Sicurezza con diritto di veto resta la nazione più riluttante. L'utilità delle sanzioni oggi è stata sottolineata anche dalla Francia che ha confermato che la quarta risoluzione delle Nazioni Unite mira a imporre misure economiche a Teheran che non colpiscano la popolazione iraniana. Ma le potenze mondiali, ha aggiunto l'ambasciatore francese all'Onu, Gerard Araud, dovrebbero prendersi tutto il tempo necessario per garantirsi il sostegno cinese. Intanto se da una parte il regime iraniano continua ad attuare una forte attività di censura sulle notizie che provengono dalla aree interessate dalle proteste, anche con probabili interferenze sui satelliti che coprono l'Europa e il Medio Oriente, dall'altra una foto emblematica scattata sui tetti di Teheran vince il prestigioso premio World Press Photo. A scattarla è stata un italiano, il trentenne fotografo freelence Pietro Masturzo. L'istantanea racconta le notti che seguirono le elezioni presidenziali, del 12 gennaio e raffigura alcune donne che, sui tetti delle case di Teheran, continuano a gridare la loro protesta. Un vero e proprio documento di come le proteste continuassero oltre il calar delle tenebre. "Ho voluto documentare le emozioni, le paure, - ha spiegato il fotografo trentenne - ma anche la speranza della gente di Teheran". Masturzo riceverà il premio durante una cerimonia che si svolgera' il prossimo 2 maggio nella capitale olandese, insieme a 10.000 euro e a una dotazione di materiale fotografico digitale di ultima generazione.

 

 

 

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