Libia: no ai visti di ingresso
ai cittadini dell'area Schengen

Quaranta italiani bloccati per tutta la notte all'aeroporto di Tripoli
Il provvedimento potrebbe essere una ritorsione contro la Svizzera

16-02-2010 | Esteri | Anna Sanna

Gheddafi

I cittadini di tutti gli Stati dell'area Schengen non potranno più ottenere i visti di ingresso per la Libia. E' stato un funzionario dell'aeroporto di Tripoli a riferire all'agenzia di stampa Reuters la decisione del governo libico, ma la notizia era già stata anticipata dal giornale Oea, legato al figlio di Muammar Gheddafi. Il quotidiano aveva parlato di un provvedimento relativo ai Paesi dell'area Schengen, che comprende anche Svizzera, Norvegia e Islanda. Nessun blocco invece per i cittadini della Gran Bretagna che non ne fa parte.
La disposizione di Tripoli sembrerebbe una ritorsione nei confronti della Svizzera, che soltanto ieri ha diffuso una lista di 188 libici, tra cui il leader Gheddafi e tutti i suoi familiari, banditi dalla federazione elvetica. I rapporti tra e il governo di Berna sono tesi da quando, nel luglio del 2008, il figlio di Gheddafi, Hannibal, e sua moglie erano stati arrestati con l'accusa di aver maltrattato due dipendenti di un albergo di Ginevra. Al fermo, anche se di poche ore, aveva immediatamente risposto con il processo a due uomini d'affari svizzeri accusati di violazione del permesso di soggiorno e di attività illegali.
In seguito al provvedimento, quaranta italiani sono rimasti bloccati per tutta la notte all'aeroporto di Tripoli. Alcuni sono poi stati ammessi nel Paese, altri invece sono stati rimpatriati. Il ministero degli Esteri ha riferito che l'Italia si sta accordando con gli altri paesi Ue-Schengen, perché il caso venga discusso nel Consiglio Affari Esteri dell'UE, che si terra' il prossimo 22 febbraio.
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