La Corte dei Conti lancia l'allarme:
corruzione dilagante nel Paese

Il presidente: "Mancano gli anticorpi contro le condotte illecite"
Nel 2009 cresciute del 229% le denunce alle Fiamme gialle

17-02-2010 | Cronaca | Giuseppe Nicoletti

corte dei conti

La corruzione è una "patologia" che "resta tuttora grave". È quanto ha affermato il procuratore generale della Corte dei Conti, Mario Ristuccia, in occasione della cerimonia d'apertura dell'anno giudiziario. Il 2009 ha fatto registrare un aumento delle denunce alla Guardia di Finanza del 229% rispetto all'anno precedente, mentre sono cresciuti del 153% i reati di concussione.
Il presidente della Corte, Tullio Lazzaro, ha posto invece l'accento sulla gravità degli illeciti che coinvolgono le Pubbliche amministrazioni e sulla mancanza di "anticorpi contro le condotte illecite individuali che offuscano l'immagine dello Stato".
Altri capitoli che pesano sull'attività della Corte dei Conti sono quelli legati alle "opere incompiute", enormi fonti di spreco per il denaro pubblico, uniti alle spese per la sanità, che per Ristuccia danno adito a "fenomeni particolari di mala gestione".
Il presidente Lazzaro, prima di concludere il suo intervento, ha rimarcato la necessità per la Corte di ottenere la "piena indipendenza dal Governo", auspicando per il futuro una piena autonomia finanziaria.

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