Dieci nuovi formaggi sardi
che fanno bene alla salute

Presentati dall'Agris, consentiranno di diversificare l'offerta
L'assessore Andera Prato: incentivino la produzione

20-02-2010 | Economia | Andrea Bazzoni

Formaggio

Dieci nuovi formaggi al sapore di innovazione, tradizione e benessere psico-fisico. Sono le caratteristiche dei prodotti lattiero-caseari ovi-caprini che questa mattina l'Agris, Agenzia per la ricerca in agricoltura, nella sede di Bonassai (Sassari), ha presentato al seminario "Innovazione, trasferimento tecnologico e qualita' dei prodotti lattiero-caseari ovini e caprini". 
"Quelli che presentiamo oggi - ha spiegato Antonello Usai, commissario straordinario di Agris - sono formaggi innovativi e che speriamo possano incontrare il favore del mercato e delle catene commerciali. Sono prodotti che uniscono la tradizione alla novità. Sono tutti a breve periodo di stagionatura, fino a trenta giorni e che hanno l'obiettivo primario di diversificare l'offerta della produzione casearia sarda". Una varietà che però ha bisogno, ha sottolineato il commissario, di diversi fattori affinché sia più efficace: formazione professionale adeguata, incentivi per innovare le strutture di trasformazione che vogliono realizzare queste produzioni, incentivi alla promozione e alla commercializzazione. La Regione oggi più che mai sta lavorando in questa direzione e Agris ha recepito fin da subito gli indirizzi della Giunta per il rilancio dell'agro-zootecnia isolana.
L'asessore regionale all''Agricoltura Andrea Prato ha spiegato l'importanza dell'innovazione per il futuro delle aziende agricole sarde e non solo. "I prodotti che Agris presenta oggi vogliono servire da stimolo all'industria del comparto lattiero-caseario ovicaprino sardo. In Italia ormai da troppo tempo non si inventa un prodotto nuovo. E' ora di invertire la rotta e di pensare a prodotti salutari. E' un problema che ovviamente riguarda da vicino la Sardegna ma non dobbiamo pensare che la responsabilità sia del pecorino romano, l'unico a garantire quantità e presenza nel mercato".
Il problema - ha proseguito Andrea Prato - è che sono mancati altri prodotti in grado di diversificare la nostra offerta. Ecco perché oggi la ricerca assume un'importanza strategica. Non però una ricerca fine a se stessa, ma utile alle esigenze di chi produce e del mercato e in grado di pensare a prodotti nuovi e buoni. La Regione, i suoi enti di ricerca e le agenzie, assieme al mondo universitario, mettono a disposizione tutti gli strumenti per innovare e per evitare che rispetto al passato si lavori senza dialogo tra i diversi attori, con il rischio di portare avanti progetti magari doppi o poco utili al settore".
All'incontro era presente il mondo della ricerca, dell'università, i rappresentanti delle associazioni di categoria e della distribuzione, i presidenti dei Consorzi di tutela dei formaggi Dop sardi, il presidente e diversi consiglieri della Commissione agricoltura del Consiglio regionale.

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