Attacco hacker a Google
La Cina respinge le accuse

I pirati informatici volevano accedere alle caselle di Gmail
Il governo di Pechino: "Combattiamo la pirateria informatica"

23-02-2010 | Esteri | Antonio Muglia

google cina

La Cina respinge le accuse che siano cinesi gli artefici dell'attacco informatico contro Google, avvenuto lo scorso 12 gennaio. E' stato il portavoce del ministero degli Esteri Qin Gang a smentire ufficialmente le voci su un possibile coinvolgimento di cittadini cinesi nell'attacco a Gmail. Gang ha detto che "l'affermazione di Google è priva di fondamento" e che "la Cina amministra la sua rete internet nel rispetto della legge e che proibisce e combatte gli attacchi informatici". Qin Gang ha anche smentito un possibile coinvolgimento del governo nell'attacco informatico. Secondo alcuni media occidentali, l'attacco contro Google sarebbe partito da due scuole cinesi, identificando come responsabile un consulente di Pechino. "Si tratta di voci completamente false diffuse da chi irresponsabilmente persegue altri fini", ha replicato il portavoce. A quanto riporta il quotidiano Wall Street Journal, le parole del responsabile del regime confermano le difficoltà delle trattative tra Google e governo cinese. L'azienda di Mountain View aveva minacciato a caldo di non applicare più i filtri per limitare l'accesso ai siti inseriti nella black list di Pechino, anche se questo avrebbe comportato l'espulsione dal mercato.
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