Il Prodotto interno lordo nazionale nel 2010 crescerà al massimo dell'1%. È la previsione del Centro Studi di Confindustria, sulla base di un'indagine semestrale di Censis-Confcommerio sui consumi e la fiducia dei consumatori, che prevede un ribasso per le stime del 2010. Il Pil potrebbe salire dello 0,9% nel 2010 e solo dell'1% nel 2011. I dati dell'Istat hanno inoltre reso noto che le vendite al dettaglio sono diminuite dell'1,6% nel 2009, il dato peggiore dal 2001. Altro dato da sottolineare è una diminuzione della spesa delle famiglie dell'1,5% nel settore alimentare. I dati positivi arrivano dall'industria italiana che a dicembre ha recuperato il 4,4% dal minimo di marzo 2009 dopo aver perso nell'aprile 2008 il 25,4%. Confrontando i dati con la ripresa della Germania del 6,5% dopo la caduta del 24%, e quella della Francia del 5,4% dopo la discesa del 19%, si può parlare di una discreta ripresa sia sul piano nazionale italiano che su quello globale. Le previsioni dei prossimi mesi vedono un aumento della produzione industriale in seguito allo 0,8% stimato da Confcommercio per gennaio. L'aumento della produzione è dato da una migliore aspettativa delle imprese. Censis e Confcommercio parlano di un'Italia che su Pil e consumi, a netto dell'inflazione, alla fine del 2011 tornerà attorno ai livelli del 1999-2000. In particolare sui consumi, si parla di un modello di crescita molto modesto e lontano dal periodo precedente alla crisi. "Le previsioni di spesa - ha spiegato il direttore del Censis Giuseppe Roma - fanno intravedere germogli di fiducia, ma resta troppo alto il numero di coloro che spenderanno quanto prima o meno".