Afghanistan, ucciso uno 007 italiano
nell'attentato talebano di Kabul

L'uomo è rimasto vittima di un'azione terroristica nella capitale
Barlusconi: «Grande dolore, era un fedele servitore dello Stato»

26-02-2010 | Esteri | Paolo Zuddas

Piero Colazzo

E' Piero Colazzo, un consigliere diplomatico dell'ambasciata italiana in Afghanistan, il connazionale rimasto vittima dell'attentato nella capitale Kabul, cha ha causato in totale  diciassette morti e trenta feriti. L'uomo aveva 48 anni ed originario di Galatina, un comune nell'entroterra salentino. Dopo le prime voci, che affermavano si trattasse di un funzionario dei servizi segreti, sono arrivate le parole del ministro degli Esteri Franco Frattini, che ha confermato l'identità dell'uomo e la versione ufficiale dell'accaduto. L'attacco sarebbe opera di un gruppo di talebani, che ha preso di mira un'area commerciale della città frequentata da stranieri. Sembra che il commando si entrato in azione verso le 6.30 (le 3 italiane), quando le strade erano ancora deserte per la festività islamica del venerdì. Due esplosioni all'esterno del Park Residence Hotel hanno fatto scattare l'allarme. Gli attentatori poi, sarebbero entrati nella hall dell'albergo, lanciando granate e sparando con i kalashnikov. I talebani avrebbero poi iniziato a girare stanza per stanza. In quel momento l'italiano si trovava al telefono con la polizia afghana. «Era un uomo coraggioso» ha detto il capo della polizia locale. «Ci ha fornito informazioni precise grazie alle quali la polizia è stata in grado di portare al sicuro altri quattro italiani». Fra le vittime ci sarebbero anche un cittadino francese, dieci indiani e almeno due agenti di polizia afgani. «Apprendo con dolore la notizia dell'uccisione del consigliere diplomatico Pietro Antonio Colazzo nell'attentato di oggi a Kabul. Un fedele servitore dello Stato, morto compiendo il suo dovere in un Paese martoriato da infami azioni terroristiche». Queste le parole del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. «L'Italia - prosegue il premier - è impegnata in Afghanistan proprio per proteggere la popolazione civile dalla follia della violenza e dell'intolleranza, alla quale sentiamo il dovere di opporci. Mi unisco, insieme a tutti gli italiani, al dolore dei familiari e degli amici del nostro caduto».
  • Piero Colazzo

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