Sisma in Cile, più di 700 morti
È allarme per violenze e saccheggi

Il presidente Bachelet: «Le vittime aumenteranno»
La Commissione europea stanzia tre milioni di euro

01-03-2010 | Esteri | Paolo Zuddas

Terremoto cile

E' salito a 711 il bilancio ufficiale dei morti causati dal terremoto di due giorni fa in Cile. Il numero, però, è destinato certamente ad aumentare perché, come ha affermato il ministro dell'Interno cileno, «ogni ora che passa abbiamo notizie peggiori di prima». La situazione più critica è nelle regioni di Maule e Bio Bio, ma soprattutto a Concepción, epicentro del sisma, dove continuano violenze e saccheggi, come segnalato dal sindaco della città, Jacqueline Van Rysselbergh che ha lanciato l'allarme. Nel tentativo di riportare la calma in città, il presidente cileno Michelle Bachelet ha firmato oggi un decreto che trasferisce ai militari il controllo della sicurezza nella regione. È stato imposto anche il coprifuoco dalle nove di sera alle sei del mattino. Il numero dei dispersi resta ancora imprecisato, ma - assicurano fonti governative - è sempre più alto. Anche per questo il Cile ha chiesto ufficialmente aiuto alla comunità internazionale. Sempre oggi la Commissione europea ha approvato lo stanziamento immediato di tre milioni di euro per fare fronte all'emergenza. I fondi sono gestiti da Echo, il dipartimento della Commissione Ue che si occupa specificatamente degli aiuti umanitari e della protezione civile. Dalle prime stime risulta che il sisma ha distrutto circa 1,5 milioni di abitazioni e secondo l'Eqecat, una società americana specializzata nel valutare le conseguenze delle catastrofi, il danno economico varierà dai 15 ai 30 miliardi di dollari, circa il 10-15 per cento del prodotto interno lordo cileno. Per il Paese si tratta della peggiore sciagura dal 1960, quando si verificò un altro terribile terremoto.
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