Giù il Pil, sale la disoccupazione
L'Italia come quarant'anni fa

Pressione fiscale al 43%, crollano i consumi
Il FMI: l'Italia crescerà meno rispetto a Francia e Germania

02-03-2010 | Economia | Paolo Zuddas

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La crisi economica si riflette sull'economia italiana, contrassegnando il panorama statistico del paese con una serie di segni meno. Secondo i dati diffusi dall'Istat, il primo dato significativo è il crollo nell'anno appena trascorso del Pil, che scende del 5%, il peggior dato dal 1971. A gennaio il tasso di disoccupazione è invece salito all'8,6%, il massimo raggiunto dal 2004, con punte del 26 per cento tra i giovani e del dieci per cento tra le donne. Sempre nel primo mese dell'anno, il numero delle persone in cerca di occupazione ha superato la quota di due milioni, ben 334 mila in più rispetto a un anno fa. Con il tasso d'occupazione scendono anche quello dei consumi e delle retribuzioni, che segnano rispettivamente -1,2% e -0,6%. Sale, invece, la pressione fiscale, che arriva al 43,2 per cento. Preoccupa anche il debito pubblico, che dal 2008 è salito di dieci punti, raggiungendo oggi quota 115,8 per cento. Segnali negativi anche per le importazioni (-14%), e per le esportazioni, (-19%). L'interminabile catena di segni negativi viene interrotta dai numeri sul fabbisogno, che secondo il Tesoro migliora di un miliardo a febbraio, e si attesta a quota 13 miliardi. A favorire questo dato, la tenuta delle entrate e il contenimento della spesa nazionale. Ma non è solo l'Italia a soffrire. Il Pil ha subito un crollo anche in Paesi dell'economia forte come Francia, Germania, Giappone e Regno Unito, e anche la disoccupazione è aumentata ovunque nella zona euro. Preoccupano, però, le stime del Fondo Monetario Internazionale (FMI), che vedono un miglioramento generalizzato, mentre l'Italia crescerà solo dell'1%, come la media Ue, ma meno di Francia e Germania. 
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