Dopo dodici anni di battaglie politiche e scientifiche, l'Unione Europea ha dato l'ok alla produzione della patata geneticamente modificata e a tre tipi di mais transgenici. Salgono quindi a 35 gli Ogm autorizzati in Europa. La prima patata sarà coltivata per uso industriale e seguita da rigidi controlli. E' stata modificata per ottenere un contenuto maggiore di amido, in modo tale da poter ottenere "amilopectina pura", usata nell'industria per avere una carta più lucida, un intonaco più aderente e filati più forti. I sottoprodotti di questo amido potranno essere usati per i mangimi animali. Nella composizione di questi ultimi e di alimenti destinati all'uomo, potranno essere inseriti i tre nuovi tipi di mais. Non mancano le critiche: nel dna della patata prodotta dall'impresa tedesca Basf sono stati individuati due marcatori genetici che permettono al corpo umano di resistere a due classi di antibiotici. In questo modo il corpo è più debole per alcune malattie. Oggi si calcola che gli Ogm siano presenti in oltre il 50% dei Paesi. Per gli Stati che si vorranno sottrarre alla decisione europea, resterà la clausola di salvaguardia. Secondo Andrea Ferrante, presidente dell'Associazione Italiana Agricoltura Biologica, "questa decisione è stata presa per andare incontro alle esigenze delle multinazionali e non nell'interesse dei cittadini e degli agricoltori europei". Il problema sorgerà nel momento in cui questi prodotti verranno introdotti nel mercato italiano, visto lo sforzo degli ultimi anni per aumentare e valorizzare la produzione di qualità degli agricoltori locali.