Le nuove norme antibestemmia,
approvate dalla Federcalcio lo scorso febbraio,
mietono le prime vittime eccellenti. Il
primo a farne le spese è stato l'allenatore del Chievo Domenico Di Carlo. I collaboratori della procura federale presenti domenica nello stadio Bentegodi di Verona, quando i gialloblù erano impegnati contro il Cagliari, hanno riportato sul referto la chiara violazione dei nuovi precetti dettati in materia.
Le disposizioni sono state proposte dal presidente del Coni Gianni Petrucci, stufo
delle continue imprecazioni amplificate dai microfoni radiofonici e televisivi a
bordo campo.
Al terzo minuto del secondo tempo
il mister del Chievo avrebbe bestemmiato ed è per questo che ieri è arrivata
la comunicazione della sospensione per un turno. Stessa sorte, una giornata di
squalifica, è toccata a Davide Lanzafame del Parma che al 15' del primo
tempo è stato colto in fallo dal rappresentante
della procura. La prova televisiva ha invece scagionato l'attaccante del Chievo
Michele Marcolini ,che avrebbe pronunciato la parola "diaz" e non "Dio"; il giocatore è stato comunque
squalificato per un turno per doppia ammonizione. In serie B sono stati
colti in "flagranza di bestemmia" Scurto della Triestina e Sicignano del
Frosinone. Come sempre accade con le nuove norme, i giudici sportivi e i collaboratori
della Procura dovranno ancora prendere la mira per centrare l'obiettivo delle
disposizioni, evitando gli eccessi. In questo potrà essere utile
ricordare che la bestemmia consiste, per espressa previsione legislativa, in invettive
o parole oltraggiose e ingiuriose nei confronti della divinità o di cose sacre.