Iran, arrestato nella notte
il regista Jafar Panahi

In cella con la famiglia, ha vinto il Leone d'oro nel 2000
Il regime di Ahmadinejad gli era ostile da anni

03-03-2010 | Esteri | Antonio Chindemi

Panahi

Il regista iraniano Jafar Panahi è stato arrestato l'altra notte a Teheran in un blitz della polizia di regime. La notizia è apparsa su alcuni siti web dell'opposizione che hanno riportato il racconto del figlio del regista, Panah Panahi, scampato all'arresto. Un gruppo di agenti in borghese avrebbe fatto irruzione nel cuore della notte nella casa del regista portandolo via insieme a moglie, figlia e quindici ospiti. L'arresto e' stato confermato dal procuratore di Teheran, Abbas Jafari Dolatabadi, il quale tuttavia ha smentito che il fermo sia legato a motivi politici o all'attività artistica di Panahi. "E' accusato di alcuni crimini ed e' stato arrestato insieme ad un'altra persona in seguito al mandato di un giudice", ha detto Dolatabadi all'agenzia ISNA.
Capace di fondere critica sociale e racconto poetico, Panahi, 49 anni, è uno degli autori iraniani più apprezzati all'estero. Vincitore del Leone d'oro a Venezia nel 2000 con "Il cerchio", storia di alcune donne iraniane che lottano in silenzio contro il regime, e del Leone d'argento a Berlino nel 2006 con "Offside", altro film dedicato alla condizione femminile nel suo paese, il regista era stato stretto dalla morsa del regime oscurantista di Teheran più volte. Nel 2009 era stato arrestato per la prima volta durante una cerimonia di commemorazione delle vittime delle proteste del dopo-elezioni. A ottobre gli era stato ritirato il passaporto a poche ore dalla sua partenza per il festival del cinema di Mumbai dove avrebbe fatto parte della giuria. Pochi giorni fa gli era stato negato il permesso di partecipare all'incontro sul tema "Cinema iraniano: presente e futuro" organizzato dalla Berlinale.
Autore "emblematico di tutta quella cinematografia dell'Iran che miracolosamente, nonostante la condizioni politiche del Paese, da almeno vent'anni riesce a fare film molto belli, critici e politicamente avanzati". Queste le parole con le quali ieri Bernardo Bertolucci ha descritto Panahi commentandone con amarezza l'arresto.
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