Alcol, allarme del Ministero:
"Nove milioni di italiani a rischio"
La relazione annuale segnala un pericoloso aumento tra i ragazzi
Giovani sempre più precoci: primo bicchiere a 12 anni
03-03-2010 | Società | Paolo Zuddas

Quello tra il Belpaese e gli alcolici si presenta come un rapporto sempre più stretto, ma che nasconde grandi pericoli. Nove milioni di italiani sono infatti considerati bevitori "a rischio", e tra questi quasi uno su dieci esagera. Inoltre, si è abbassata notevolmente anche l'età media dei consumatori, con un 7% degli undicenni che già beve settimanalmente, mentre almeno mezzo milione di minorenni si sono trasformati in bevitori abituali. A rivelarlo è la fotografia scattata dal ministero della Salute nella sua relazione annuale, relativa al 2007-2008. Fortunatamente, però, rispetto a quello che accade in altri Paesi europei almeno in Italia si evidenzia una minore diffusione di comportamenti a rischio, quali i consumi di alcolici fuori pasto e fenomeni come il binge drinking, ovvero il bere con il solo scopo di ubriacarsi. Tuttavia, fra i consumatori di alcol, il 26% lo fa quotidianamente (il doppio della media europea) e il 14% dalle quattro alle cinque volte alla settimana (valore più alto in Europa). Tra i giovani nella fascia 18-24 anni, oltre il 70 per cento ha già bevuto di più rispetto alla media nazionale. Anche per questo oltre mezzo milione di giovani è considerato "a rischio". Il dato più sconvolgente è forse quello delle bevute fuori pasto tra i giovanissimi, che tra il 1995 e il 2008 ha raggiunto e superato la quota del 20%. Non a caso il dieci per cento degli utenti in cura per problemi derivanti dall'alcol sono al di sotto dei trent'anni. Dal 2002 ad oggi, inoltre, negli ospedali sono aumentate anche le diagnosi ospedaliere per cirrosi epatica: +6,5 per cento.
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