Licenziamenti: arriva l'arbitro
Approvato al Senato il ddl

Il lavoratore in caso di controversie potrà rivolgersi a terzi
L'opposizione preoccupata: così si smantella l'articolo 18

04-03-2010 | Politica | Davide Mosca

senato

Ieri sera, il Senato ha approvato a maggioranza la norma secondo cui le controversie tra datori di lavoro e dipendenti possano essere risolte tramite arbitrato in alternativa al giudice del lavoro. In caso di licenziamento, il lavoratore potrà percorrere dunque due strade: ricorrere al giudice ordinario o scegliere di avvalersi di un arbitro che deciderà secondo equità. Il tutto verrà regolato dai contratti collettivi.

La norma inserita come articolo 31 al disegno di legge in materia di lavoro  è stata approvata  con 151 favorevoli, 83 contrari e tre astenuti dopo che la Camera aveva dato già l'ok. Aspre polemiche dall'opposizione: si teme infatti, che il datore di lavoro possa porre come condizione per assumere un lavoratore che questi accetti l'arbitrato in caso di controversia futura.

Il senatore Tiziano Treu del Pd, ha parlato di "raggiro dell'art.18 dello Statuto dei Lavoratori" e ha definito l'azione del governo in materia incostituzionale. Antonio Di Pietro dell'Italia dei valori ha sostenuto che si tratta di una violenza contro i lavoratori e di deriva autoritaria. La Cgil ha criticato duramente il provvedimento che "andava discusso con le parti sociali". Alle critiche ha risposto in aula il ministro del Welfare Sacconi: "Il testo del provvedimento - ha detto - è il frutto di un intenso lavoro parlamentare,  trae origine dalla legge Biagi e non toccherà minimamente l'articolo 18". Ha ribattuto in serata il senatore Pietro Ichino (Pd): "Il disegno di legge Biagi non conteneva le norme che avete inserito: non avete il diritto di dare il nome di Biagi a questa norma".

  • senato

Cliccare sulle immagini per visualizzare un ingrandimento