Il presidente della Bce Jean Claude Trichet, riferendosi
alla forte crisi economica della Grecia e dopo aver sottolineato l'importanza
di una pronta ripresa del Paese ellenico, ha dichiarato che gli Stati europei
sono disponibili a intraprendere «azioni coordinate e determinate per
salvaguardare la stabilità finanziaria dell'area euro». Trichet
ha poi aggiunto che fare del Fondo Monetario Internazionale un fornitore di
aiuti immediati per i paesi in difficoltà «sarebbe inappropriato» escludendo così
la possibilità di un intervento dell'FMI.
Queste dichiarazioni assumono una grande importanza perché fatte
in seguito al varo di importanti misure economiche da parte del governo greco.
La manovra decisa nella giornata di ieri da Atene, prevede un risparmio pari a 4,8
miliardi di euro, dei quali gran parte verranno da tagli alla spesa pubblica
con una forte riduzione degli stipendi dei dipendenti pubblici e sulle
indennità salariali. Nel pacchetto approvato ieri è previsto anche il
congelamento delle pensioni, l'aumento dell'Iva dal 19% al 21% e l'introduzione
di nuove imposte sulla benzina.
Con le sue dichiarazioni, il presidente della Banca
Centrale, ha inteso rassicurare il governo Papandreu che aveva chiesto
esplicitamente l'aiuto dell'Europa dichiarando: «Noi abbiamo fatto quello che
dovevamo fare, adesso tocca all'Europa».
Intanto è già arrivato un buon segnale per il governo greco, cinque miliardi di
euro in bond decennali immessi oggi sul mercato dallo stato hanno ricevuto una
domanda cinque volte superiore all'offerta. I titoli di stato ellenici hanno un
tasso di interesse del 6.4 %, il doppio rispetto a quelli tedeschi. Si prevede
che la Grecia
sarà costretta ad emettere quest'anno titoli di stato per un totale di circa 53
miliardi di euro per far fronte alla sua situazione attuale.