Napolitano a Berlusconi:
no a decreto d'urgenza

Berlusconi cerca di risolvere il "pasticcio" liste con un dl
Napolitano si oppone
Oggi convocato Consiglio dei Ministri per discutere il decreto
Rischio strappo istituzionale

05-03-2010 | Politica | Antonio Chindemi

berlusconinapolitano1

Riammesso il listino di Renata Polverini. La Corte di Appello Penale di Roma ha accolto oggi il ricorso presentato dalla candidata del centrodestra alla Regione Lazio. Ma il "pasticcio" delle liste Pdl è ancora lontano dall'essere risolto. Restano la questione di Roberto Formigoni, fuori dalla sfida elettorale in Lombardia, e quella della lista Pdl esclusa a Roma e Provincia. Formigoni ha presentato un doppio ricorso al Tar contro la sua esclusione dalle regionali. Uno come Pdl, l'altro personalmente, come candidato presidente. Intanto Berlusconi è salito al Quirinale per tentare di uscire dall'impasse con una legge ad hoc.
È stata una serata piena di tensioni. Al Colle Berlusconi si presenta alle 21, determinato a giocare la carta del decreto d'urgenza. La soluzione proposta dal premier al presidente della Repubblica è quella di un decreto per spostare in avanti i termini previsti dalla legge per la presentazione delle liste. D'altra parte, insiste Berlusconi, c'è anche un autorevole precedente, quello del '95, quando l'allora presidente delle Repubblica Oscar Luigi Scalfaro firmò un provvedimento per spostare i termini per la presentazione delle liste di più di 48 ore. Ciò che avvenne nel '95, in realtà, fu tutt'altra cosa: il decreto fu emanato e controfirmato da Scalfaro prima della chiusura delle liste, non fuori tempo massimo, come invece accadrebbe in questo caso. Infatti Napolitano ha subito gelato la proposta e  invitato ad attendere con serenità l'esito della giustizia amministrativa.
Il presidente del Consiglio, compreso che dal Quirinale non arriverà nessun sostegno a decreti d'urgenza, ha invitato il suo schieramento ad abbassare i toni dello scontro, per il momento. Ma al suo ritorno al Quirinale Berlusconi è sul piede di guerra. Le intenzioni bellicose restano tutte in piedi, anche a costo di provocare l'ennesimo scontro col capo dello Stato. Viene infatti confermata l'intenzione di tenere per questo pomeriggio un Consiglio dei Ministri con all'ordine del giorno proprio il decreto d'urgenza osteggiato da Napolitano.
  • berlusconinapolitano1

Cliccare sulle immagini per visualizzare un ingrandimento