Strage di cristiani in Nigeria
In 500 uccisi a colpi di machete
Nel villaggio di Dogo Nahawa si scatena la furia islamica
All'origine della tragedia l'odio tra gruppi religiosi
08-03-2010 | Esteri | Giuseppe Nicoletti

Strage di cristiani ieri notte in Nigeria. Tra le tre e le quattro il villaggio di Dogo Nahawa, nello stato del Plateau, è stato il teatro della carneficina di almeno cinquecento uomini, massacrati a colpi di machete. Movente della tragedia, secondo i testimoni oculari, sarebbe il violento scontro interreligioso che negli ultimi mesi ha dilaniato il Paese. Cristiani e musulmani continuano a dare vita a sanguinosi scontri in un territorio straziato da una efferata guerra civile. In gennaio a Jos, paese non lontano dal villaggio attaccato ieri, si era consumata un'altra tragedia: questa volta erano stati i cristiani ad attaccare un gruppo di islamici in un scontro che ha contato più di quattrocento morti.
Il responsabile della comunicazione dello stato di Plateau, Dan Majang, etichetta la strage come "abominevole" ed assicura che già 95 dei colpevoli sono stati arrestati.
Gli scontri religiosi si innestano in un quadro socio-politico a dir poco incerto visto che il presidente ad interim Goodluck Jonathan, in carica fino alle elezioni del gennaio 2011, è fortemente osteggiato dal ritorno in patria del musulmano Yar'Adua, assentatosi per gravi problemi di salute. Gli scontri sono stati acuiti dal proposito di Jonathan, cristiano, di non farsi da parte a favore dei gruppi musulmani.
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