Politiche in Iraq, affluenza al 62,4%
Elogi dalla comunità internazionale

Lo sciita Al Maliki guida i primi exit-poll
Gli Stati Uniti confermano il piano di ritiro dei militari

09-03-2010 | Esteri | Michele Albini

voto

Supera le aspettative l'affluenza degli iracheni alle urne per le elezioni politiche. Il dato definitivo si attesta sul 62,4%. Occorreranno giorni per avere l'esito degli spogli, ma la comunità internazionale giudica un successo le elezioni dello scorso week-end.
Sebbene il risultato sia inferiore a quello delle precedenti elezioni politiche, si temeva che la minaccia degli attentati terroristici, che tra sabato e domenica hanno causato 38 morti, avesse un effetto intimidatorio determinante.
Secondo le prime indiscrezioni, il premier uscente Al Maliki, sciita e capo del partito Alleanza per lo stato di diritto, sarebbe in testa. È comunque certo che nessun partito potrà permettersi di imporre un governo monocolore, ma sarà necessaria la formazione di una coalizione. L'ex premier Allawi, leader della lista Iraqiya, domina infatti i consensi elettorali in tutti i principali centri sunniti del paese, a cominciare da Karbala. Un'altra manciata di liste in grado di raccogliere numerosi consensi concorre a frazionare il voto nazionale.
L'affluenza più alta alle urne si è registrata nelle province curde e in particolare a Duhuk con l'80%. La più bassa a Maysan (50%), nel sud scarsamente popolato.
La legislatura corrente termina il 16 marzo, ma l'Onu dà per scontato che servirà altro tempo perché si trovi un accordo in Parlamento per la formazione del governo.
Nel frattempo, da Washington i comandi statunitensi confermano il piano di ritiro dal paese. I militari dovrebbero iniziare il rientro dal prossimo giugno.
  • voto

Cliccare sulle immagini per visualizzare un ingrandimento