Fondo monetario europeo,
oggi via al dibattito

Germania e Italia si dichiarano favorevoli
A Washinton il greco Papandreou incontra Obama

09-03-2010 | Economia | Elisa Campus

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Parte oggi il dibattito preliminare della Commissione Europea sull'ipotesi di istituire il Fondo monetario comune. La proposta di creazione di una nuova istituzione a sostegno degli Stati in difficoltà, come la Grecia in questo momento, ha avuto l'approvazione dell'Italia e della cancelliera tedesca Angela Merkel che l'ha giudicata «un'idea buona e interessante». Il progetto, annunciato dal commissario Ue all'economia Olli Rehn ha però incontrato il no di Jurgen Stark, componente tedesco della Bce. «Il meccanismo non sarebbe compatibile con i trattati», ha commentato Stark. Anche la Francia, dopo un'iniziale risposta positiva, ha frenato. Stamattina il ministro francese dell'Economia Christine Lagarde, ha affermato che «la proposta è interessante ma non può essere una priorità assoluta nel breve termine».
In effetti il Fme imporrebbe una modifica dei trattati comunitari, da approvare all'unanimità. Ciò richiederebbe tempi abbastanza lunghi non compatibili con la previsione di una pronuncia dell'Europarlamento il 30 giugno. Dovrebbe, inoltre, essere subordinato ad alcune condizioni: imposizione di piani di risanamento, sanzioni in caso di inadempienza, sospensione del diritto di voto in consiglio e, nei casi più gravi, esclusione provvisoria dall'euro. Secondo gli economisti promotori dell'organismo, Daniel Gros e Thomas Mayer, il Fondo potrebbe essere finanziato con le quote versate dai Paesi che sforeranno maggiormente i parametri di Maastricht. Nessun onere ricadrebbe invece sugli Stati virtuosi.
La riunione di oggi risente pesantemente dell'incontro odierno tra il premier greco George Papandreou e il presidente americano Barack Obama. La paura, infatti, è che la Grecia possa invocare l'aiuto del Fondo monetario internazionale, gettando un'ombra di debolezza sull'Europa.
D'altro canto però, i trattati Ue vietano rigorosamente il salvataggio di uno Stato membro. È quindi necessario pensare a un nuovo strumento. L'obiettivo del Fme è migliorare la governance economica per prevenire crisi come quella greca e preservare la stabilità delle istituzioni e della moneta.

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