Il film racconta un quadro fosco e ambiguo del nostro Paese
L'ombra del "Divo Giulio" cala
sul Festival di Cannes
In concorso oggi "Il Divo" di Paolo Sorrentino.
Biografia nera su Giulio Andreotti
23-05-2008 | Spettacolo | Francesco Bellu

CANNES - Un uomo in nero. Questo è il ritratto impietoso che viene fuori durante la visione de "Il Divo" di Paolo Sorrentino. Biografia su Giulio Andreotti, che ne racconta gli anni a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta: dal suo ultimo governo ai processi per associazione mafiosa per l'omicidio del giornalista Mino Pecorelli.
Grande prova di Toni Servillo. A vestire gli ingombranti panni del politico più longevo e potente d'Italia c'è un Toni Servillo straordinario. L'attore napoletano, grazie a una recitazione "sottotono" è riuscito a fare di Andreotti "L'incarnazione del Potere Assoluto...Il politico che meglio di tutti ci spiega cos'è la (nostra) politica", come ha dichiarato al Corriere della Sera il critico Paolo Mereghetti.
Il film procede per accumulo, non in ordine cronologico, anche se è documentato su tutta la vicenda (il giornalista Giuseppe D'Avanzo ha fatto da consulente al regista durante la stesura della sceneggiatura) e cerca tra politica e privato di raccontare il mistero dell'uomo Andreotti.
Le donne. Un ruolo fondamentale è ricoperto dalle donne del senatore a vita, dalla moglie Livia (Anna Bonaiuto) alla fedele segretaria Enea (Piera degli Esposti), su cui il film si sofferma in modo particolare.
Un quadro ambiguo. A colpire il pubblico del festival, che ha applaudito con calore a fine proiezione, è stato però il quadro che viene dipinto: quello di un uomo-ombra, di un personaggio colluso con la Mafia (suggelato dalla scena del bacio al boss Totò Riina), con una serie di morti sulla coscienza: l'inizio schock con gli omicidi di Mino Pecorelli, Salvo Lima, sino al fantasma di Aldo Moro che chiude con le sue parole il film.
Terza volta per Sorrentino. Per Paolo Sorrentino è la terza volta che arriva in concorso a Cannes, gli anni precedenti aveva presentato "Le conseguenze dell'amore" e "L'amico di famiglia", due film molto apprezzati.
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