Il legittimo impedimento è legge
Il premier al riparo dai processi

Il ddl farà da ponte ad una prossima legge costituzionale
Sarà la presidenza del Consiglio a decidere sull'applicazione della norma

11-03-2010 | Politica | Michele Albini

silvio berlusconi

Ieri sera alle 19.30 il Senato ha approvato il disegno di legge sul legittimo impedimento. Sul provvedimento il governo aveva posto la fiducia. I voti favorevoli sono stati 169, 126 i contrari e tre gli astenuti. La fiducia era stata posta dal governo per liberare il campo i circa 1700 emendamenti presentatati dall'opposizione come misura ostruzionistica. Il provvedimento era stato approvato il 3 febbraio dalla Camera e sarà pertanto legge il giorno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
In estrema sintesi, il ddl introduce la possibilità per il capo del governo e i suoi ministri di preporre gli impegni pubblici alle convocazioni nei procedimenti giudiziari.
La norma si compone di due soli articoli e porta le firme di Enrico Costa (PdL) e Michele Vietti (Udc). In nome della garanzia per il governo di poter esercitare serenamente le proprie attività, si elencano tutti i regolamenti che descrivono l'attività di premier e ministri e si aggiunge il riferimento ad "attività coessenziali" che comunque impegnano il governo. Tutti questi casi sono soggetti a legittimo impedimento: se primo ministro o ministri vi sono coinvolti, le udienze dei processi in cui sono chiamati come imputati devono essere rimandate. A certificare l'esistenza del legittimo impedimento è la stessa presidenza del Consiglio, che può applicarlo anche ai processi in corso. Nel momento in cui un'udienza viene rimandata per l'impedimento, si arresta anche lo scorrere del tempo che porta alla prescrizione della pena. La nuova udienza va fissata in una data entro i due mesi successivi al riconoscimento dell'impedimento.
Il provvedimento vale per diciotto mesi. Serve infatti come norma ponte in attesa del varo di una legge costituzionale che stabilizzi questi principi una volta per tutte.
Con il ddl approvato ieri, il premier Silvio Berlusconi si vede congelare i processi Mediaset (frode fiscale), Mediatrade (appropriazione indebita e frode fiscale) e Mills (corruzione). Quest'ultimo, comunque, cadrà in prescrizione già nel febbraio 2011. Il processo Mediatrade non è neanche arrivato al rinvio a giudizio. Un'eventuale bocciatura del provvedimento da parte della Corte costituzionale non potrebbe arrivare prima di un anno.
  • silvio berlusconi

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