Edinvest esclusa dai lavori per il G8
Chiesto un risarcimento di 50 mln

La società nuorese estromessa dalla ristrutturazione dell'Arsenale
Guido Bertolaso nega ogni tipo di rapporto con la Edinvest

11-03-2010 | Sardegna | Daniele Murino

Arsenale Maddalena

La società nuorese Edinvest chiede cinquanta milioni di risarcimento danni al ministero della Difesa e alla Protezione civile. I suoi legali stanno predisponendo gli atti con i quali si rivolgeranno al giudice. A rivelarlo è un emittente locale.
Nel 2004 la società nuorese, a capo di una cordata internazionale, aveva ricevuto l'incarico di guidare i lavori per la ristrutturazione dell'arsenale della Maddalena. L'arsenale era un edificio della marina militare, costruito nel secolo scorso, che, in vista del G8, è stato trasformato in un hotel a cinque stelle. I progetti, approvati e redatti con la supervisione di Arturo Parisi, allora ministro della Difesa, prevedevano investimenti pari a 780 milioni di euro più la gestione del porto e delle altre strutture per trent'anni.
Nel 2007 però la situazione cambia radicalmente. Il governo italiano sceglie l'isola della Maddalena come location per il summit mondiale. L'organizzazione dell'evento è affidato alla Protezione civile per ragioni di urgenza. Da quel momento la Edinvest, di proprietà di Serafino Musu, è esclusa dai lavori.
Nell'estate del 2009 i legali dell'impresa presentano un atto stragiudiziale al ministero della Difesa e alla Protezione Civile col quale chiedono un risarcimento danni in forma privata. Il ministero non ha mai risposto. La Protezione civile, invece, risponde il 9 gennaio 2010, con un fax inviato da Guido Bertolaso che esclude ogni tipo di rapporto tra il dipartimento e l'impresa.
Da qui la decisione di rivolgersi al tribunale.
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