Il ritorno dei Templari
Tra riti e antistoria
Si riunisce venerdì a Palermo il capitolo del rifondato Ordine
Niente monaci: sono professionisti e gente di varia estrazione
15-03-2010 | Società | Michele Albini

Simpatica reazione alle noie del quotidiano o altro caso di massoneria spicciola? Quello che è certo è che gli autonominati cavalieri templari, che si riuniranno da venerdì a domenica a Palermo, non hanno molto a che vedere con l'antico Ordine. Questo infatti non esiste più dal 1312. La sua abolizione venne concertata dal re di Francia Filippo IV e da papa Clemente V. Era l'epoca della residenza obbligatoria del pontefice romano ad Avignone e, senza più l'imperatore tedesco a fare da elemento riequilibrante, la Chiesa subiva le fortissime pressioni provenienti da Parigi.
Su internet non mancano i siti di associazioni che si richiamano direttamente all'Ordine. C'è il principale "sito ufficiale dei cavalieri templari cattolici d'Italia" e c'è il sito della sezione siciliana. In programma questo week-end, presso l'Astoria Palace hotel nel capoluogo isolano, una serie di dotte conferenze il cui tema precipuo sarà quello della sindone, in quanto vuole la leggenda che siano stati proprio questi monaci-soldati a recuperarla alla Cristianità. Tra i relatori, anche un docente dell'Università cattolica del sacro cuore.
L'associazione è una onlus e infatti l'evento gode della sponsorizzazione delle principali autorità locali. Nei tre giorni del raduno sono previsti anche concerti, una serata di beneficienza e l'investitura di nuovi confratelli italiani e rumeni. Esiste uno statuto dell'Ordine ma, da buona setta, non è chiaro quali siano le sue attività concrete, oltre che farne materialmente parte.
Di particolare interesse è constatare che, tra i nuovi iniziati, figurano due assessori del comune di Palermo, Roberto Clemente e Giampiero Cannella. Monaci-guerrieri non figurano invece nell'albo degli iscritti. I tempi cambiano proprio per tutti.
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