Mentre il mondo del calcio si interroga sugli episodi di violenza fuori e dentro gli stadi c’è chi, a poca distanza da uno dei monumenti simbolo dell’Italia nel mondo, contribuisce attivamente ad armare le tifoserie più estreme.
A Pisa, in diverse bancarelle sulla via che costeggia Piazza dei Miracoli, proprio all’ombra della Torre, sono in vendita oltre alle consuete riproduzioni del monumento, lame e pugnali decorati con svastiche naziste e spade giapponesi. Ma il pezzo forte è quello che può essere definito “il kit del piccolo teppista”: manganelli e tirapugni di metallo, spesa minima 5 euro per ciascun attrezzo da rissa.
Questi oggetti campeggiano in bella vista vicino a maglie da gioco di Milan, Inter, Juventus, per citarne alcune. Non può non venire in mente che, insieme con i souvenir classici, gli ambulanti abbiano voluto fornire articoli speciali per tifosi, ben esposti in un settore del banco a parte. Spendendo qualche euro in più è possibile avere dei modelli di tirapugni più sofisticati, decorati con teschi e vernice dorata o argentata. Nel reparto manganelli il maggiore prezzo giustifica forma, lunghezza, grossezza e qualità dei materiali, tutti con una caratteristica comune: sono armi improprie, oggetti pericolosi pensati per ferire, per fare male.
A poche decine di metri dai chioschi, una pattuglia della Guardia di Finanza. Gli si mostrano gli acquisti e si domanda se sia legale venderli e possederli. “Assolutamente illegale – dice il finanziere”. Si ipotizza di essere perquisiti mentre si portano con sé queste armi improprie. Si passerebbero dei guai? “Di questi tempi se la perquisissi, forse sarei io a passare dei guai”, risponde rassegnato il finanziere.
Tirapugni e manganello, dentro uno zainetto, da Pisa raggiungono Livorno, poi via mare sino in Sardegna, passando indenni a tutti i controlli di polizia.