Usa: approvata la riforma sanitaria
Obama riscrive la storia
La nuova riforma garantisce l'assistenza al 95% dei cittadini
Il prossimo passo sarà la regolamentazione di Wall Street
22-03-2010 | Esteri | Daniele Murino

«Non sono costretto a vincere, sono costretto a fare la cosa giusta». All'alba della votazione sulla riforma sanitaria, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha utilizzato le parole di un suo illustre predecessore, Abramo Lincoln, per invitare i componenti del Congresso ad abbandonare le logiche partitiche per approvare il testo di legge. E la cosa giusta, secondo Obama, è stata fatta.
La riforma sanitaria, che costerà agli americani 940 miliardi di dollari spalmati in dieci anni, è stata approvata durante la notte di ieri. Se il provvedimento concluderà il suo iter, l'assistenza medica pubblica sarà estesa a trentadue milioni di persone che fino a oggi non potevano permettersi una polizza ospedaliera privata.
Insieme a Obama, un ruolo fondamentale in questa vicenda, lo ha giocato Nancy Pelosi, speaker della Camera, che per giorni ha dialogato con i rappresentanti democratici per raccogliere i 216 sì necessari per l'approvazione del testo. Il suo lavoro si è concentrato, in particolare, sui democratici "pro life". Con loro, la Pelosi, è dovuta scendere a patti, garantendo che neppure un dollaro pubblico sarà utilizzato per finanziare le polizze sanitarie che rimborsano le spese abortive.
Insomma, Obama ha vinto. Ha portato a termine una riforma che fino a un anno fa era semplicemente impensabile. E questo è solo il primo passo. Il successivo sarà la regolamentazione di Wall Street e dei mercati borsistici mondiali, per evitare che in futuro si possano ripetere disastri economici come quello che ha caratterizzato la fine di questo decennio.
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