Omicidio Raciti: 11 anni a Micale
La madre: «Mio figlio non c'entra»

Soddisfatta della sentenza la vedova di Raciti
L'altro indagato, Antonio Speziale, condannato a 14 anni

22-03-2010 | Cronaca | Giuseppe Nicoletti

daniele micale

La Corte d'Assise di Catania, presieduta da Luigi Bruno, ha condannato a undici anni di carcere Daniele Micale, ritenuto colpevole di omicidio preterintenzionale in relazione alla morte di Filippo Raciti, il poliziotto rimasto ucciso dagli scontri del 2 febbraio del 2007 allo stadio Massimino di Catania. I giudici hanno candannato Micale, 23 anni, al pagamento di 75 mila euro cadauno per i due figli di Raciti e per la vedova, Maria Grasso. L'altro indagato per la morte di Raciti, Antonio Speziale, all'epoca dei fatti ancora minorenne, è stato giudicato separatamente dal tribunale dei minori e condannato a 14 anni.
La vedova dell'ispettore Raciti è soddisfatta della sentenza: «Mio marito indietro non torna - ha detto - ma questa sentenza è una risposta di giustizia che porto a casa ai miei figli. Il padre è morto mentre difendeva la giustizia e Catania».
È piuttosto scossa, invece, la madre di Micale, Rosaria Palermo. La donna ha accusato i magistrati di aver condannato il figlio in assenza di prove, dichiarando inoltre: «Non ho più fiducia nella magistratura. Mi aspettavo una sentenza giusta e invece hanno condannato mio figlio che non c'entra nulla con la morte dell'ispettore Raciti».
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