Referendum per cambiare la Carta
Lo staff di Berlusconi è al lavoro

Le modifiche alla Costituzione non passeranno dal Parlamento
I temi vanno dalla riforma della giustizia al presidenzialismo

24-03-2010 | Politica | Daniele Murino

berlusconi conf

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, con l'aiuto del suo staff, sta studiando il modo per cambiare la costituzione attraverso referendum popolari, aggirando così le lentezze procedimentali previste dai padri costituenti. Le modifiche non avverranno, perciò, attraverso il voto del parlamento, anche perché attualmente sarebbe troppo complicato raggiungere i due terzi dei consensi, visto che oltre all'opposizione anche l'Udc non sarebbe favorevole. L'idea, all'esame del guardasigilli Alfano, è quella di cambiare la Carta costituente attraverso il pronunciamento popolare. Agli elettori verrebbero sottoposti dei referendum ad hoc da presentare alle Camere per la trasformazione in legge costituzionale.
I temi sul tavolo sono sempre i soliti. Introduzione di un sistema presidenzialista che punta a ottenere l'elezione diretta del capo dello Stato o quanto meno del capo del governo; riforma della giustizia con la separazione delle carriere dei giudici e dei pubblici ministeri; riforma del Csm; responsabilità civile dei magistrati; divieto di pubblicare e utilizzare nei processi penali, salvi quelli per mafia, le intercettazioni; l'inappellabilità delle sentenze, abolendo il secondo grado e il ricorso per Cassazione in caso di assoluzione.
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