Sicilia, Lombardo contro i pm:
"Farò i nomi dei politici mafiosi"

Il presidente della Regione promette rivelazioni shock
Attacco al guardasigilli: "Perchè Alfano non manda gli ispettori?"

12-04-2010 | Politica | Giusy Cantone

lombardo

«Farò i nomi dei politici mafiosi davanti all'Assemblea regionale». Il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, promette rivelazioni per domani. È quanto ha dichiarato a conclusione della manifestazione di Catania del Mpa, dedicata ai giovani e alle donne. Il presidente sotto inchiesta con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, tenta la sua difesa. Lombardo indagato assieme al fratello Angelo, deputato del Mpa, dovrà chiarire la sua posizione. La procura aveva archiviato il fascicolo delle dichiarazioni del pentito Maurizio Avola, che riferiva di due incontri nel' 91 e 92 tra il presidente e il boss latitante Nitto Santapaola. Ma adesso il gip ha avviato nuove indagini, a seguito del rapporto dei Ros sui presunti appoggi elettorali da parte del clan del boss Vincenzo Aiello. Dopo aver rilasciato spontanea dichiarazione ai magistrati della procura di Catania, il governatore si è rivolto così alla platea dei giovani presenti alla manifestazione di oggi. «Vi chiedo di rimanere uniti. Come dice un vecchio siciliano: "Ogni impedimento è giovamento". Dobbiamo combattere contro chi vede il nostro movimento come una minaccia. Hanno sempre saccheggiato la nostra terra ricchissima, soltanto dai tributi della raffinazione del petrolio avrebbero dovuto darci dieci miliardi di euro all'anno». Lombardo se la prende con il guardasigilli Alfano che non ha mandato ispettori a Catania. A suo dire, il ministro della Giustizia è troppo sensibile solo ai guai giudiziari del premier. «È un complotto per farmi fuori  ha detto -. Dalla politica si passa alla mafia. Noi bloccando i termovalizzatori abbiamo fatto saltare alla mafia un affare da 5 a 7 miliardi. Adesso chi voleva fermarci capirà di aver sortito l'effetto contrario. Dobbiamo tornare a lavore sulla nostra autonomia». Si attende adesso che la magistratura si pronunci e nel caso di rinvio a giudizio è facile ipotizzare una chiusura anticipata della legislatura.  
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