NEW YORK - Il regista americano Sydney Pollack è morto all’età di 73 anni. Malato da tempo di cancro, si è spento nella sua casa di Los Angeles.
Regista, produttore e attore. I suoi film sono sempre stati acclamati da critica e pubblico. Più volte in nomination agli Academy Awards con pellicole come "Non si uccidono così anche i cavalli?" (1969) e "Tootsie" (1982), nel 1985 vince l’Oscar alla regia per “La mia Africa”. In lizza per tutti i più importanti premi cinematografici internazionali (Golden Globe, Emmy Awards, International Film Festival di Berlino, Cannes, ecc.), ne 1975 vince un David di Donatello alla regia per “I tre giorni del Condor”, e uno come miglior film straniero con “La mia Africa” nel 1985.
Insieme a registi come Barry Levinson, Mike Nichols o attori del calibro di Robert Redford, Barbra Streisand e Warren Beatty, Sidney Pollack incarna l'era cinematografica, a cavallo tra gli anni 70’ e 80’, di ricerca e di cambiamento rispetto alle regole hollywoodiane vigenti.
Negli anni ’90 diventa un prolifico produttore di film indipendenti e, in società con il regista Anthony Minghella, fonda la casa di produzione Mirage Enterprises. “Il talento di Mr. Ripley” (1999), “The quiet american” (2002) e “Ritorno a Cold Mountain” (2003) sono solo alcune delle pellicole da lui prodotte.
Nel 2005 ritorna alla regia per “The interpreter” un thriller con Nicole Kidman e Sean Penn. Del 2006 è “Sketches of Frank Gehry”, un documentario, l’ultimo lavoro da lui diretto.