Inverno freddo e macchie solari
sotto l'occhio dei ricercatori inglesi
La Terra sta andando incontro a una nuova era glaciale?
La ricerca interessa soprattutto il nord Europa e le isole inglesi
16-04-2010 | Società | Michele Cocchiarella

Lasciato alle spalle l'inverno appena trascorso, caratterizzato da nevicate e temperature sotto zero, si ritorna a parlare del rischio clima. Alcuni scienziati inglesi sostengono l'esistenza di un collegamento tra il calo delle temperature medie invernali e la diminuzione dell'attività solare; trecento anni fa, infatti, con la diminuzione delle macchie solari, e in alcuni anni addirittura con la loro scomparsa, iniziò la "piccola era glaciale". Il fenomeno, sottolineano gli scienziati dell'università di Reading, riguarda alcune regioni europee e non altera l'andamento del riscaldamento globale. I ricercatori si sono serviti dei dati del Cet (Central England Temperature), che riprendono i dati risalenti all'epoca del cosiddetto "Minimo di Maunder", periodo tra il 1645 e il 1715 nel corso del quale le macchie solari scomparvero quasi completamente. Durante questo intervallo di tempo l'America settentrionale e l'Europa andarono incontro ad inverni molto freddi, ed è quello che secondo gli scienziati si sta ripetendo di nuovo, in particolare nelle isole britanniche. Secondo Mike Lockwood, lo studioso a capo della ricerca, nel corso dei millenni l'attività solare ha sempre avuto la tendenza ad aumentare lentamente per trecento anni per poi diminuire velocemente nel corso di un secolo. Secondo Lockwood, l'attività di diminuzione attuale è cominciata nel 1985 e oggi siamo quasi a metà strada per il raggiungimento delle condizioni del Minimo di Maunder. Il Cet ha catalogato lo scorso inverno come il quattordicesimo più freddo degli ultimi 160 anni in Gran Bretagna, e contemporaneamente è classificato come il quinto più caldo di sempre.
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