È fissato per giovedì l'incontro che forse porterà alla
conclusione del "duello" tra Berlusconi e Fini. Davanti alla direzione del Pdl,
nell'Auditorium di via della Conciliazione, si discuterà del programma dei
prossimi tre anni e dell'analisi del voto. Ma è ovvio che la discussione sarà
incentrata sullo scontro tra il presidente del Consiglio e il presidente della
Camera. La querelle tra i due potrà avere tre linee di soluzione: un
governo a due, una minoranza interna, oppure una vera e propria scissione con la
nascita di un gruppo autonomo, che potrà far nascere un nuovo partito
il cui leader sarà esclusivamente Fini. Per questo l'ex numero uno di An riunirà
domani i suoi fedelissimi per un'ultima conta dei voti. Mentre Berlusconi vedrà nella capitale il leader del Carroccio nei prossimi giorni.
Diversi sono i pareri degli uomini più vicini al presidente della Camera: Italo Bocchino dice che «l'esercito di Fini è più potente di quanto
immaginiamo». Il percorso
disegnato da Adolfo Urso è ben diverso. Per il viceministro è necessario «un percorso unitario
con il Pdl, altrimenti ci sarà una minoranza interna in un grande partito
plurale, Berlusconi e Fini devono andare avanti».
In tanti sostengono l'ipotesi che non si arrivi ad una
spaccatura nella maggioranza, nonostante Berlusconi non sembri disposto a
mediare per ricucire i rapporti con Fini.