I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Milano
hanno sospeso, per tutti gli imputati, il processo per i diritti televisivi
Mediaset. Secondo i tre giudici, presieduti da Edoardo D'Avossa, la legge del 7
aprile 2010 sul legittimo impedimento continuativo per il premier doveva essere
varata con iter costituzionale e non ordinario. Per loro la nuova legge
potrebbe violare l'articolo 138 della Costituzione che regola la revisione
delle leggi costituzionali. Per questo hanno inviato gli atti alla Corte
Costituzionale, perché la nuova norma sul legittimo impedimento "stabilisce che
la titolarità e l'esercizio di funzioni pubbliche costituiscono sempre
legittimo impedimento".
L'avvocato Nicolò Ghedini, uno dei difensori di Silvio Berlusconi, è molto critico sulla
decisione dei tre magistrati. Per lui quella del legittimo impedimento «è una
legge di Stato che i giudici non vogliono applicare», aggiungendo che «il
processo non ricomincerà da capo, la prescrizione è sospesa».
Per il tribunale invece la legge sul legittimo impedimento
ostacola "ogni possibilità di correlazione tra singola udienza e specifico
impegno, ovvero il tutto si traduce nel privare il magistrato del potere-dovere
di verifica di sussistenza dell'impedimento".