Processo Mediaset, i magistrati
rinviano gli atti alla Consulta

I giudici di Milano chiedono la verifica per legittimo impedimento
Ghedini: sia applicata la legge, il processo non venga azzerato

19-04-2010 | Politica | Rossella Idini

berlusconi

I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Milano hanno sospeso, per tutti gli imputati, il processo per i diritti televisivi Mediaset. Secondo i tre giudici, presieduti da Edoardo D'Avossa, la legge del 7 aprile 2010 sul legittimo impedimento continuativo per il premier doveva essere varata con iter costituzionale e non ordinario. Per loro la nuova legge potrebbe violare l'articolo 138 della Costituzione che regola la revisione delle leggi costituzionali. Per questo hanno inviato gli atti alla Corte Costituzionale, perché la nuova norma sul legittimo impedimento "stabilisce che la titolarità e l'esercizio di funzioni pubbliche costituiscono sempre legittimo impedimento".

L'avvocato Nicolò Ghedini, uno dei difensori  di Silvio Berlusconi, è molto critico sulla decisione dei tre magistrati. Per lui quella del legittimo impedimento «è una legge di Stato che i giudici non vogliono applicare», aggiungendo che «il processo non ricomincerà da capo, la prescrizione è sospesa».

Per il tribunale invece la legge sul legittimo impedimento ostacola "ogni possibilità di correlazione tra singola udienza e specifico impegno, ovvero il tutto si traduce nel privare il magistrato del potere-dovere di verifica di sussistenza dell'impedimento".

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