«Ogni volta che arrivava puntuale il ciclo mi sentivo triste». Questa una frase riportata nel libro shock Scritto col mio sangue di Irene Vilar che arriva in Italia con una pubblicazione di Corbaccio. La bella scrittrice portoricana racconta il diario della sua vita tormentata. Il matrimonio con il suo professore di storia, Pedro Cuperman, un uomo dal cuore di pietra, incapace di amare che considerava i figli come la causa della morte del desiderio tra uomo e donna. Tra la scrittrice e il professore si instaura un circolo vizioso fatto di euforia e disperazione. La storia di un'aborto-dipendente. Lei per paura di perdere quello che credeva fosse l'uomo della sua vita ha abortito ben 15 volte tra i 17 e i 33 anni. Un logorio fisico e mentale che segnava il proseguio di un destino amaro inizato fin dalla prima infanzia. La Vilar è cresciuta a Porto Rico in una famiglia dove la donna è da sempre stata destinata alla sottomissione. La madre vittima di abusi da parte dello zio, la nonna costretta a prostituirsi per pagare l'affitto di casa e un padre alcolista e incallito giocatore d'azzardo. Quella della Vilar sembrava una vita dal percorso segnato ed invece dopo anni di sofferenza, la svolta. La scrittrice è riuscita a spezzare le catene e oggi a 40 anni è madre di due figlie desiderate ed ha accanto un uomo che la ama davvero.