Altre 24 ore di sciopero in Grecia
I lavoratori scendono in piazza
Prosegue la lunga protesta dei dipendenti pubblici contro la crisi
Previsti tagli per le fasce più deboli della popolazione
22-04-2010 | Esteri | Michele Cocchiarella

Continuano le proteste in Grecia. Oggi sono scesi in piazza i dipendenti pubblici per manifestare contro il piano governativo di austerity, denunciato dal loro sindacato Adedy come il "più grande assalto ai nostri diritti dalla caduta della giunta dei colonnelli", periodo di dittatura dal 1967 al 1974. La protesta ha fermato scuole, ospedali, uffici, coinvolgendo medici, infermieri, insegnanti e funzionari degli uffici fiscali che si sono dati appuntamento davanti al Parlamento. La manifestazione non ha bloccato i trasporti urbani ed extraurbani, i cui dipendenti non sono iscritti al sindacato Adedy, così come anche il trasporto aereo che per scelta dei piloti non ha voluto incidere sui gravi disagi provocati dalla nube di cenere causata dal vulcano islandese. Ieri sono cominciati ad Atene i negoziati tra il governo di Papandreou e i funzionari dell'Ue e del Fmi per decidere sulle condizioni riguardanti gli aiuti da dare al governo greco. I sindacati si stanno battendo contro le misure decise dal governo, su decisione dell'Unione Europea, che prevedono i tagli dei salari, un innalzamento delle tasse e un congelamento delle pensioni per cercare di liberare la Grecia dalla crisi. Il partito comunista Kke ha accusato un altro grande sindacato, il Gsee, che non ha aderito allo sciopero, ma che prevede di iniziarne uno se i colloqui con il governo non dovessero produrre risultati accettabili. Secondo il parere dei sindacati, le misure di rigore dei conti, sotto i controllo dell'Unione Europea, non aiuteranno la Grecia per uscire dalla grande crisi ma indeboliranno le fasce più deboli della popolazione.
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