Pirateria libraria: sei denunce
in fotocopisterie irregolari a Sassari
Riproducevano i libri vendendoli in nero agli studenti
La legge consente un massimo del 15% di copie
22-04-2010 | Cronaca | Giusy Cantone

Cinque fotocopisterie di Sassari sono coinvolte nell'operazione "Fotocopie sicure", condotta dalla guardia di finanza di Sassari. Le copisterie nel mirino delle fiamme gialle non hanno rispettato le disposizioni che disciplinano la reprografia cioè la riproduzione delle opere dell'ingegno mendiante fotocopia o simili. Ai danni della Siae una perdita di entrate pari a 150 milioni di euro. La legge consente la fotocopia di opere protette ma solo per "uso personale" e vieta l'uso commerciale a fine di lucro. E' possibile una riproduzione nel limite massimo del 15% ed è stabilito un compenso agli autori e agli editori da parte dei responsabili dei punti di riproduzione che per ciascuna pagina non sia inferiore al prezzo medio a pagina rilevato annualmente dall'Istat. I commercianti per favorire gli studenti ed evitare costi vicini all'originale dei testi tralasciavano proprio i diritti da corrispondere alla Siae, percependo inoltre i guadagni dalle vendite che non venivano denunciate al fisco. Per gli studenti sassaresi sarà difficile adesso trovare esercenti disposti a riprodurre integralmente i testi. E per i più furbi, si ricorda che è inutile presentarsi più volte in copisteria chiedendo di fotocopiare meno del 15%, perché la riproduzione ripetuta non è consentita in quanto corrisponde sempre in una trasgressione della norma.
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