Ieri il presidente della Regione Ugo Cappellacci ha
incontrato i vertici dell'Agcom per chiedere che venga cambiata la decisione
che estromette le tv regionali dai nove numeri del telecomando. Dall'incontro
sembra che qualche spiraglio si sia aperto e che le emittenti locali sarde
abbiano qualche opportunità per essere tra le prime posizioni.
La Sardegna è stata la prima Regione a spegnere il segnale
analogico nel settembre del 2008 e ad accedere alla rivoluzione del segnale
digitale.
Cappellacci,
all'uscita dal colloquio con Corrado Calabrò, garante delle telecomunicazioni,
è soddisfatto: «Abbiamo chiesto una rivisitazione del provvedimento
dell'Agcom, che premia le tv nazionali rispetto a quelle locali - ha detto -. E'
fondamentale che sia tutelata la voce di tutto il sistema delle emittenze
televisive». «Le tv private - ha aggiunto - devono avere un posto nei
primi nove canali del telecomando. Sono quelli a una cifra, più facilmente individuabili
e riconoscibili». Da parte del garante per le comunicazioni ci sono buone
notizie perché, fa intuire il
presidente, il piano di riorganizzazione del telecomando può essere ancora modificato.
Anche il commissario dell'Agcom Stefano Mannoni, la persona
che ha predisposto il nuovo schema di suddivisione dei canali sul digitale
terrestre, è ottimista sugli sviluppi della vertenza.
La decisione dell'ufficio dell'Agcom sarà resa pubblica nei prossimi giorni.