L'onda nera arriva in Louisiana
Si rischia il disastro ecologico
Le chiazze di petrolio hanno raggiunto il delta del Mississippi
Riserve ittiche della zona in ginocchio
30-04-2010 | Esteri | Giovanni Mario Lai

La marea nera ha raggiunto la Louisiana. Le prime chiazze di petrolio sono state avvistate stamattina a largo della costa, non troppo lontano dal delta del Mississippi. La conferma è arrivata oggi da Billy Nungesser, presidente della Plaquemines Parish. L'enorme massa di greggio ora sta seriamente minacciando l'ecosistema della zona, già fortemente provato in passato dall'uragano Katrina. La regione e le caratteristiche paludi sono una riserva ittica fondamentale per la Louisiana. Un problema non soltanto ecologico ma anche di tipo economico dunque.
Il 20 aprile il greggio era fuoriuscito da una piattaforma della British Petroleum che si trovava a largo del Golfo del Messico, in seguito ad un incendio con conseguente esplosione. Barili su barili di petrolio si sono riversati nell'oceano, dando inizio al disastro ambientale. La piattaforma Deepwater Horizon (di proprietà della svizzera Transocean e affittata alla Bp) è colata a picco due giorni dopo l'accaduto, il 22. Adesso entrambe le società si accusano a vicenda.
In ambito politico, già dal primo giorno dell'incidente Obama aveva dato priorità assoluta di intervento. Stavolta però le barriere gonfiabili che erano state poste a largo della costa sud-orientale degli Stati Uniti non sono servite. Questa mattina infatti un elicottero della Guardia Costiera nella zona di Plaquemines ha fatto la triste scoperta. Il materiale nero ha infatti superato di ben cinque volte le stime inizialmente annunciate.
Ora la mente corre al disastro del 1989, quando la Exxon Valdez in Alaska si incagliò in una scogliera provocando una vera e propria catastrofe ambientale. Pare che le conseguenze, a più di venti anni di distanza dal fatto, stiano durando ancora oggi e continueranno ancora per molto.
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