In Grecia è stato decretato lo stato d'assedio. È di tre
morti il bilancio degli scontri scoppiati ieri ad Atene durante le
manifestazioni promosse in Grecia per lo sciopero generale contro la manovra
anticrisi.
Durante la sommossa sono andati a fuoco due edifici governativi per il lancio
di bombe molotov da parte di giovani incappucciati che protestavano a margine
della manifestazione contro le manovre di austerità adottate dal governo di
Papandreu.
In una di queste azioni è andata a fuoco anche una banca, la Marfin Egnatia Bank, e nel rogo
sono morte tre persone.
Secondo fonti dei vigili del fuoco nell'incendio sono morte
due donne e un uomo intossicati dal fumo, mentre quattro sono state estratte
ancora vive. Sono circa una ventina le persone ferite e quattro quelle fermate
negli incidenti.
Disordini anche a Patrasso e Salonicco dove la polizia è
intervenuta con gas lacrimogeni.
Le forze dell'ordine hanno anche compiuto un blitz nel
quartiere anarchico ateniese di Exarchia, fermando diverse persone.
La forte protesta è
espressione del malessere generale che si respira in Grecia da quando il governo
ha adottato le misure di austerità, che verranno votate oggi dal Parlamento,
che prevedono il taglio della tredicesima e della quattordicesima, il
congelamento dei salari, l'aumento dell'Iva e la riforma delle pensioni. Per
queste votazioni i sindacati hanno proclamato oggi una nuova manifestazione di
protesta davanti all'assemblea legislativa per le 18, quando da noi saranno le
17.