SASSARI - Fino a oggi il castello di Sassari è stato un nome
sbiadito nascosto dalla piazza che ricordava l'esistenza. Costruito nel 1330 venne abbattuto nel 1877 per far posto alla caserma La Marmora. Per questo si pensava che potessero
al massimo rimanere solo pochi muri delle fondamenta.
Ma il caso, come spesso accade in
archeologia, ha fatto la sua parte.
I lavori per la ristrutturazione
della piazza hanno infatti riportato alla luce delle imponenti strutture che
gli archeologi delle Soprintendenza di Sassari, guidati da Daniela Rovina e
coordinati sul campo da Luca Sanna, hanno interpretato come i resti del sistema
di difesa del castello.
Cunicoli stretti con le fessure
per far entrare i cannoni,
sottopassaggi, mura solide, spesse e in perfetto stato di conservazione.
Questo è ciò che rimane del castello di Sassari.
Una micidiale macchina di difesa
costruita nel XVI secolo per proteggere la seconda città della Sardegna da
attacchi nemici.
Chi voleva prendere Sassari
doveva passare indenne tra il fuoco incrociato dei cannoni, dei fucili dei
soldati e passare in una strada strettissima, larga tanto da passarci solo tre
persone.
Le difese rimasero in piedi sino
alla fine del XVIII secolo, quando vennero abbattute e sotterrate per costruirci
una piazza. Così questa parte del castello si è conservata sino a oggi, mentre
tutto il resto è stato distrutto a fine del XIX secolo per costruire la caserma La Marmora.
Il simbolo del potere regio
spagnolo e della Santa Inquisizione doveva finire nella polvere. Fare posto a
una città nuova. Per questo nessuno si oppose alla sua demolizione, era un
ricordo sgradito, una cosa "vecchia e inutile".
Oggi quel ricordo è tornato
improvvisamente sulla scena, ma stavolta i sassaresi sono orgogliosi che
un'importante pagina della storia della loro città sia riemersa dalla terra.
I problemi sono comunque tanti:
il cantiere è stato allargato per avere un quadro più preciso, e potrebbero
esserci delle nuove sorprese. Questo significa la necessità di abbattere parte
delle palme della piazza. Per questo motivo i lavori sono bloccati mentre si
aspettano tutti i permessi necessari.
Poi c'è la questione della valorizzazione
dell'area: il piano di ristrutturazione di Piazza castello sarà rivisto.
Il resto si vedrà una volta
terminati i lavori, a dicembre, ma almeno stavolta si pensa a un progetto serio
perché tutti possano godere a pieno di questa inaspettata sorpresa. Per
Sassari, dopo anni di disinteresse alla sua storia, sarebbe la prima volta.