Simbolo del potere spagnolo il castello venne distrutto a fine Ottocento

Dentro il cuore del castello
di Sassari

Scoperto il sistema di difesa del castello

10-10-2008 | Cultura e Spettacolo | Francesco Bellu

Castello Sassari - scavi - 1

SASSARI - Fino a oggi il castello di Sassari è stato un nome sbiadito nascosto dalla piazza che ricordava l'esistenza. Costruito nel 1330 venne abbattuto nel 1877 per far posto alla caserma La Marmora. Per questo si pensava che potessero al massimo rimanere solo pochi muri delle fondamenta.
Ma il caso, come spesso accade in archeologia, ha fatto la sua parte.

I lavori per la ristrutturazione della piazza hanno infatti riportato alla luce delle imponenti strutture che gli archeologi delle Soprintendenza di Sassari, guidati da Daniela Rovina e coordinati sul campo da Luca Sanna, hanno interpretato come i resti del sistema di difesa del castello.

Cunicoli stretti con le fessure per far entrare i cannoni,  sottopassaggi, mura solide, spesse e in perfetto stato di conservazione. Questo è ciò che rimane del castello di Sassari.
Una micidiale macchina di difesa costruita nel XVI secolo per proteggere la seconda città della Sardegna da attacchi nemici.
Chi voleva prendere Sassari doveva passare indenne tra il fuoco incrociato dei cannoni, dei fucili dei soldati e passare in una strada strettissima, larga tanto da passarci solo tre persone.

Le difese rimasero in piedi sino alla fine del XVIII secolo, quando vennero abbattute e sotterrate per costruirci una piazza. Così questa parte del castello si è conservata sino a oggi, mentre tutto il resto è stato distrutto a fine del XIX secolo per costruire la caserma La Marmora. 

Il simbolo del potere regio spagnolo e della Santa Inquisizione doveva finire nella polvere. Fare posto a una città nuova. Per questo nessuno si oppose alla sua demolizione, era un ricordo sgradito, una cosa "vecchia e inutile".
Oggi quel ricordo è tornato improvvisamente sulla scena, ma stavolta i sassaresi sono orgogliosi che un'importante pagina della storia della loro città sia riemersa dalla terra.

I problemi sono comunque tanti: il cantiere è stato allargato per avere un quadro più preciso, e potrebbero esserci delle nuove sorprese. Questo significa la necessità di abbattere parte delle palme della piazza. Per questo motivo i lavori sono bloccati mentre si aspettano tutti i permessi necessari.

Poi c'è la questione della valorizzazione dell'area: il piano di ristrutturazione di Piazza castello sarà rivisto.
Il resto si vedrà una volta terminati i lavori, a dicembre, ma almeno stavolta si pensa a un progetto serio perché tutti possano godere a pieno di questa inaspettata sorpresa. Per Sassari, dopo anni di disinteresse alla sua storia, sarebbe la prima volta.

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