Il tour sardo del leader Democratico
Amministrative, Bersani a Sassari
apre la campagna elettorale del Pd
Teatro Ariston gremito per l'intervento del segretario nazionale
Con lui i ricandidati Alessandra Giudici e Gianfranco Ganau
08-05-2010 | Politica | Lara Gargano

In un teatro Ariston gremito, Pierluigi Bersani ha incassato gli applausi dei sostenitori sassaresi del Pd. Il maggiore cinema cittadino ha riservato una calorosa accoglienza al segretario del Partito democratico che venerdì pomeriggio ha fatto tappa a Sassari, penultimo appuntamento di un tour di due giorni in Sardegna per le amministrative del 30 maggio.
Bersani è entrato in sala accolto dagli applausi dei circa ottocento presenti alle 17,30, In lieve ritardo, dopo aver trascorso il primo pomeriggio con i lavoratori della Vinyls a Porto Torres. Ad accoglierlo, il sindaco di Sassari Gianfranco Ganau e la presidente della Provincia Alessandra Giudici, entrambi ricandidati. In platea, l'ex ministro della Difesa del governo Prodi Arturo Parisi. A fare da padrone di casa,il segretario regionale del partito Silvio Lai. E' stato lui ad aprire il comizio dando la parola ai due candidati. In primo piano sul maxischermo i 722 milioni per l'ampliamento della Sassari-Olbia, la risoluzione delle vertenze Vinyls, Rockwool ed Eurallumina: tutti obiettivi mancati. «Tanto fumo che i sassaresi sapranno riconoscere perché qui l'unico fumo che ci piace è quello dello zimino», commenta ironico Ganau. La Sardegna è infatti il fanalino di coda sul fronte occupazionale, contando undicimila cassintegrati, 320mila persone sotto la soglia di povertà e una disoccupazione giovanile al 44,07%.
Alessandra Giudici ha invece puntato il dito contro l'assenza di una politica industriale compatibile con le risorse del nord Sardegna: «È stata abbandonata la chimica, il nostro turismo. Se la continuità territoriale delle merci rimane un sogno, se il sistema dei low cost viene smantellato a favore di Cagliari, questa provincia diventerà irraggiungibile e non potranno essere valorizzate le nostre risorse. È ora di far crescere un territorio che non vuol essere secondo a nessuno».
Bersani ha incentrato il suo intervento sul problema occupazionale, utilizzando la Sardegna come paradigma amplificato dei problemi che affliggono il mondo del lavoro e l'apparato produttivo. Ha quindi difeso a spada tratta la chimica: «Stiamo importando in quantità enorme pvc - lo stesso che si produceva negli impianti fermi a Porto Torres, ndr - non conosco un Paese sviluppato che non abbia potenziato il settore». Ha proposto quindi una manovra anticrisi fondata sugli investimenti e sull'occupazione: piani di piccole opere gestite dagli enti locali, proroga degli ammortizzatori sociali. Ha poi sottolineato «l'intimo rapporto tra questione democratica e questioni sociali». I problemi reali - ha chiarito - non possono essere affrontati con «meccanismi di democrazia plebiscitaria per accumulare consenso attraverso voti di fiducia e decreti». Accorato è stato infine l'appello alla salvaguardia della Costituzione, «la più bella del mondo e punto di partenza imprescindibile del cambiamento». Mentre contro chi soffia sul fuoco delle divisioni nazionali ha parlato di «una via dell'autonomia che miri a mantenere l'unità del Paese affinché Falcone e Borsellino rimangano eroi nazionali».
Cliccare sulle immagini per visualizzare un ingrandimento