Ammonta a 750
miliardi il piano varato ieri dall'Ecofin per salvare i Paesi dell'Eurozona dagli
attacchi speculativi.
L'accordo tra i ministri
finanziari riuniti a Bruxelles è arrivato al termine di un'estenuante
trattativa. Di fronte all'altolà degli inglesi e alle riluttanze della tedesca Angela Merkel, è
stato l'intervento di Barack Obama a sbloccare il negoziato. Al telefono con
Sarkozy e poi con la cancelliera, il presidente americano ha concordato la necessità "di
un grande accordo per salvare l'euro". Il piano messo a punto prevede un prestito
di sessanta miliardi da parte della Commissione Europea e di 440 dai Paesi di Eurolandia. La quota dell'Fmi può
ammontare a 250 miliardi.
La Bce farà la sua parte acquistando titoli pubblici e privati dei Paesi a rischio. Il
vertice si è inoltre rivolto ai Paesi che beneficeranno del fondo, come Spagna
e Portogallo, perché adottino misure correttive del deficit.
Immediato l'effetto sulle borse di tutte le
piazze: Londra guadagna il 4%,
Parigi il 6%, mentre Madrid mette a segno un più 10. Bene anche le borse
asiatiche e del Pacifico. L'euro schizza a 1,30 sul dollaro.