Diego Anemone, l'imprenditore romano al centro dell'inchiesta degli appalti sui grandi eventi della procura di Perugia, continua a provocare scompiglio nel governo. La lista dei beneficiari illustri comprenderebbe anche il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, la giornalista Cesara Buonamici e Vito Riggio, presidente dell'Enac. Gli interessati hanno però prontamente smentito ogni coinvolgimento nella vicenda.
Stamane alcuni quotidiani hanno pubblicato la notizia dell'interrogatorio di Anemone e delle sue presunte dichiarazioni. Il costruttore - secondo la stampa - avrebbe deciso di parlare dopo la scelta di collaborare di Angelo Zampolini, l'architetto al quale erano state affidate le operazioni di compravendita di appartamenti per i potenti. Anemone avrebbe fatto il nome del generale della Guardia di finanza Francesco Pittorru, uomo dei servizi segreti, al quale, secondo le indagini, avrebbe regalato due appartamenti al centro di Roma e due ristrutturazioni.
I legali dell'imprenditore hanno affermato stamattina che non c'è stata nessuna collaborazione con gli inquirenti da parte di Diego Anemone.
Il premier Silvio Berlusconi, irritato dalle notizie apparse sui giornali, ha affermato: «È vergognoso che non ci sia più il segreto istruttorio, vengono dati in pasto ai giornali nomi di persone che magari non c'entrano nulla. Però non è tutto fumo, chi ha sbagliato dovrà assumersene la responsabilità».
Nel pomeriggio ha poi aggiunto: «Nessuna impunità e indulgenza con chi ha sbagliato».
L'inchiesta potrebbe ora espandersi a macchia d'olio e colpire altri nomi importanti del Pdl; intanto il presidente del Consiglio ha deciso di rilanciare il disegno di legge anticorruzione.
Oggi sono intervenuti anche il Guardasigilli Angelino Alfano e il ministro degli Esteri Franco Frattini. Secondo il ministro della Giustizia, non siamo di fronte a una nuova tangentopoli: «Si tratta - ha detto - di episodi che se fossero veri meriterebbero una severa punizione dei colpevoli». Dalla Farnesina Frattini giudica la situazione "intollerabile" e prosegue: «Chi si appropria di beni per se stesso, deve essere ripudiato completamente dalla politica e non deve avvicinarsi più».